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capanno attrezzi forse abusivo
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On Sat, 02 May 2009 17:13:01 +0200, Laureen <...@laur.een
X-No-Archive: Yes
Ciao a tutti,
premesso che sto per sentire un legale (ma per varie ragioni la cosa non
accadrà prima di 20 giorni), volevo una vostra opinione.
Nelle imediate adiacenze di una residenza situata a 1100 mt di
altezza, vi è una costruzione in legno adibita a deposito attrezzi, mai
registrata presso il catasto (è una costruzione di circa 70 anni fa).
Più precisamente, la costruzione dista circa 7 mt dai muri
dell'abitazione principale ed è una baracca dotata di una sola porta (no
finestre di alcun tipo).
La costruzione è piuttosto grande, circa 16 mq con il tetto alto circa
2.60mt lungo il lato più alto, è senza fondamenta, con la
struttura e le pareti ricavate da assi di legno e il tetto in lamiera
(spiovente, senza grondaie ne canaline di scolo). Negli anni sono stati
eseguiti solo piccoli interventi di manutenzione (sostituzione lamiere
arrugginite e assi marce), senza mai modificarne la pianta originale.
Tale costruzione è situata nel giardino, suolo comune a tutti i
condomini, ma l'uso del capanno è ad uso esclusivo di uno di questi, che
vanta, a suo dire, l'uso e la proprietà derivante da eredità (di cui non
esiste però alcun documento scritto).
Pare che ora la "proprietaria" voglia ricostruirlo, prevedendo di
realizzare anche un base in cemento come "fondamenta".
Nonostante l'utilizzatrice dica il contrario (e, a detta sua, anche il
suo avvocato), gli altri condomini sono convinti che questa attività non
sia propriamente legale, proprio perché la costruzione non è
accatastata, è su suolo comune a tutti i residenti, ed ha una dimensione
molto più grande di un comune capanno degli attrezzi (mi sembra di
capire che le dimensioni massime sono 6mq, ma non sono riuscita a
trovare riferimenti precisi).
Ovviamente è interesse di tutti i condomini non far ricostruire il
capanno, in quanto prima o poi si incorerrebbe fra l'altro
nell'usucapione (ma può esserci per costruzioni non presenti a catasto?).
Che riferimenti giuridici posso consultare?
Grazie a chi risponderà.
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Anonymous Wrote:
Laureen ha scritto:
.............................................................................
Secondo te e' piu' probante una costruzione esistente da 70anni o un
quadratino omesso su mappa catastale? Quella struttura esiste e' da]
tempo usucapita ,il proprietario ha diritto di utilizzarla e quindi di
ristrutturarla come ritiene opportuno, nell'ambito del regolamento
edilizio
locale.
felix.
--
Video meliora proboque, deteriora sequor.
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abus...@newsland.it
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On Sat, 2 May 2009 12:14:50 -0700 (PDT), leo <...@yahoo.it
di quadratini e quadratoni omessi dal catasto ve ne sono a bizzeffe,
questa poi non rientrerebbe neanche negli ultimi avvisi che l'agenzia
del territorio ha inviato, perchè hanno omesso di inserire tutti i
fabbricati inferiori ai 25 mq.
giusto come dici felix è usucapione, ma questa bisogna dimostrarla
davanti ad un giudice, e supponiamo che io riesca a rintracciare tutta
la documentazione di cui sopra, e chiederei al giudice mandado di
comparizione come testimoni della non esistenza tutte quelle persone
che hanno firmato i documenti e che non valutando il capanno, in
effetti per loro non esisteva, credi che dopo che abbiano messo timbri
e firme, dichiarino il contrario di quanto dichiarato sulla
documentazione ufficiale??
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On Sun, 3 May 2009 02:30:01 +0200, "GREEN GRASS" <...@affarimiei.it
"Laureen" <...@nnrp-beta.newsland.it...
Poco importa. Se ha il possesso esclusivo da oltre 20 anni, cmq
proprietario per usucapione.
Il mancato accatastamento pu avere conseguenze fiscali negative, ma non
riguarda i rapporti di diritto privato con gli altri.
Ormai, se c' stato il possesso esclusivo per pi di 20 anni, il suolo non
pi comune.
Che non ci sono infatti.
Come dicevo, il fatto che non sia accastatata irrilevante. L'usucapione
probabilmente gi maturata, quindi non potete fare pi nulla per evitarla.
Mah....oltre quelli sull'usucapione, non me ne vengono altri.
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On Sat, 2 May 2009 23:45:13 -0700 (PDT), leo <...@yahoo.it
appunto solo quella
quindi oramai visto il notevole tempo trascorso lasci stare podestà ed
altri, il tempo ha giocato a vostro sfavore.
il consiglio è che magari bloccate i lavori del capanno se non prima
la signora perfezioni il tutto con l'usucapione.
se la signora vuol fare lavori abusivi, potete sempre denunciarla
perchè oramai per fare qualsiasi cosa escluse le tinteggiature interne
ci vuole almeno una DIA, e sin'ora tutti voi condomini anche se non
possessori dell'immobile, siete tutti intestatari.
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On Mon, 4 May 2009 01:28:06 +0200, "GREEN GRASS" <...@affarimiei.it
"leo" <...@e14g2000vbe.googlegroups.com...
appunto solo quella
quindi oramai visto il notevole tempo trascorso lasci stare podest ed
altri, il tempo ha giocato a vostro sfavore.
il consiglio che magari bloccate i lavori del capanno se non prima
la signora perfezioni il tutto con l'usucapione.
Da come stanno le cose, l'usucapione gi ampiamente maturata.
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On Sat, 2 May 2009 12:01:51 -0700 (PDT), leo <...@yahoo.it
tralasciamo la questione se è catastata o meno...
il tutto sembra ruotare intorno all'inizio della costruzione del
vostro condominio
il vostro condominio è stato realizzato in epoca tot.., catastato in
epoca tot..
per avere la concessione è stato presentato un progetto, da qua almeno
in relazione tecnica si dovrebbe evincere che se esisteva il capanno,
anche come rudere, forse doveva essere demolito, oppure il tecnico
visto la poca importanza ha tralasciato di inserirlo, ad ogni modo
quel tipo di capanno e forse anche le distanze potevano non essere
compatibili già all'epoca, o quanto meno la cubatura del capanno
doveva essere computata insieme al vostro condominio, e probabilmente
non avreste potuto effettuare la cubatura esistente.
successivamente il tecnico incaricato ha inserito in mappa il
condominio ed accatastato le vostre unità abitative e non.
domanda perchè non ha accatastato anche il capanno??
probabilmente perchè andava in contrasto con quello che avevate
autorizzato ed anche perchè quella era area ad uso comune, e magari
non sapeva o non poteva intestarla ad alcuno.
dopo l'accatastamento avete avuto rilasciato dagli ordini competenti,
l'attestato di Agibilità e l'abitabilità per ogni singolo sub del
vostro condominio,
per fare ciò il medico sanitario, avrebbe dovuto vedere con la scorta
del progetto e degli accatastamenti le vostre unità abitative e
rilasciato il famoso certificato di abitabilità.
quindi se anche il medico ha chiuso un occhio è da vedere....
quindi oltre che da un avvocato lei deve andare da un tecnico a
rintracciare
1) PROGETTO APPROVATO (o in sanatoria)
2) CERTIFICATO DI AGIBILITA' (se esiste)
3 CERTIFICATI DI ABITABILITA' (se esistono)
se esistono sono da rintracciare, perchè tutte le persone coinvolte al
rilascio dei sopradetti documenti, (tecnico e ditta costruttrice,
tecnico comunale, genio civile, ufficiale sanitario) con le loro firme
e le loro attestazioni hanno in qualche modo dichiarato che quel
capanno non esiste, altrimenti non avreste le certificazioni.
anche se è da più di 70 anni che esiste e quelle certificazioni
stabiliscono il contrario, il fabbricato si può datare al massimo
nell'anno in cui è stata rilasciata l'ultima certificazione non prima,
altrimenti non so che effetti potrebbe produrre sul vostro condominio,
perchè ribadisco ciò che ho scritto sopra, probabilmente la distanza e
la cubatura avrebbero dovuto influire sul vostro condominio.
spero di esser stato chiaro, cmq si deve vedere tutta la
documentazione
quindi spero che le info siano di aiuto.
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On Sat, 02 May 2009 21:16:21 +0200, Laureen <...@laur.een
Temo che tutto ciò non esista. Il condominio è di fine 800, al massimo
prima decade del 900 (purtroppo al momento non sono in grado di dirlo
con precisione). Il capanno in questione ha sicuramente cominciato a
vedere la luce in quegli anni, anche se la struttura attuale dovrebbe
appunto essere stata messa in piedi 70, forse 80 anni fa. In ogni caso è
un nodo che scioglierà il comune.
Nel senso che, tanto per dirlo in maniera semplicistica, o il capanno o
il salotto? :)
Chiarissimo e gentilissimo, non so come ringraziarti.
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On Sat, 2 May 2009 12:30:34 -0700 (PDT), leo <...@yahoo.it
On 2 Mag, 21:16, Laureen <...@laur.een
bhe!! credevo a qualcosa di più recente
purtroppo credo che il capanno possano datarlo qualdo gli piace
nei primi del 900 non vi era nessun regolamento, si incomincia a
delineare il perimetro urbano dal 1945 in poi con (non mi ricorlo la
legge) redatta dall'allora governo in carica, Benito Mussolini,
infatti se ci fate caso nelle prime domande di sanatoria (per pagar
meno), vi erano date importanti da inserire, o prima del 1945 o mi
sembra entro giugno del 1966 quando entro in vigore un altra legge, la
prima stabiliva che i progetti redatti entro il perimetro urbani erano
sottoposti all'autorizzazione del Podestà, e fuori del centro urbano
era di competenza il Genio civile, dopo il 1966, entrambi e cioè
licenza edilizia del sindaco ed autorizzazione del genio civile.
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On Sat, 02 May 2009 22:39:48 +0200, Laureen <...@laur.een
X-No-Archive: Yes
Verificando su Internet, arrivo al R.D. n 1265/1934.
Questo dice:
"Art. 220. - I progetti per le costruzioni di nuove
case, urbane o rurali, quelli per la ricostruzione o la
sopraelevazione o per modificazioni, che comunque possono
influire sulle condizioni di salubrita' delle case
esistenti debbono essere sottoposti al visto del podesta',
che provvede previo parere dell'ufficiale sanitario e
sentita la commissione edilizia"
Quindi mi fa suppore che comunque un documento scritto debba esistere.
Da qui, arrivo al DPR 425/94 (ammesso che non sia stato sostituito da
leggi più recenti), il cui articolo 4 comma 1 dice:
"Affinché gli edifici, o parti di essi, indicati nell’art. 220 del regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, possano essere utilizzati, è necessario
che il proprietario richieda il certificato di abitabilità al sindaco,
allegando alla richiesta il certificato di collaudo, la dichiarazione
presentata per l’iscrizione al catasto dell’immobile, restituita dagli
uffici catastali con l’attestazione dell’avvenuta presentazione, e una
dichiarazione del direttore dei lavori che deve certificare, sotto la
propria responsabilità, la conformità rispetto al progetto approvato,
l’avvenuta prosciugatura dei muri e la salubrità degli ambienti."
E quindi dovremmo ricadere nell'ipotesi di prima, ovvero che comunque ci
vuole un documento (quello del Podestà). La sua esistenza verificherebbe
i requisiti per la richiesta dell'usucapione, fatto salvo il successo
del collaudo (posteriore al 1994, direi a questo punto) e l'approvazione
da parte del sindaco.
Senza tutti i requisiti di cui sopra, direi che la Signora non può
abbattere e ricostruire a suo piacimento alcunché. Dico bene?
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On Sat, 2 May 2009 23:36:18 -0700 (PDT), leo <...@yahoo.it
On 2 Mag, 22:39, Laureen <...@laur.een
vista l'età del fabbricato può tranquillamente chiedere l'usucapione,
che le verrà a costare non meno di 3000 Euro
spese processuali, e tecnico sia per il frazionamento sia per
l'accatastamento del capanno.
non ci si sveglia oggi per domani e dice è mio per usucapione, deve
seguire tutto l'iter.
per abbattere e costruire, è utile informarsi o far informare un
tecnico su ciò che vi è nel P.R.G. edilizio, o P.D.F. riguardante la
vostra zona.
e che il proprietario del capanno è tenuto a rispettare
potrebbe esservi scritto demolizione e ricostruzione,
oppure potrebbe esserci scritto "solo consentita la ristrutturazione"
ad ogni modo sia nel primo che nel secondo caso, visto che si trova a
confine da tutti i lati non potrebbe eseguire nuove aperture.
oppure nel secondo caso se il regolamento prevede la sola
ristrutturazione non si può demolire e ricostruire, ma soltanto
riparare quello esistente.
insomma veda ciò che vi è scritto nei regolamenti, PRG o PDF, e da li
attui la vostra linea di condotta,
insomma ci sono mille modi per impedire il realizzarsi di un qualche
cosa non gradito, si può mettere come i giapponesi, regolamento alla
mano e se sgarra denunce, denunce etc etc..
il capanno sarà suo ma dovrà sudarselo.
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On Mon, 4 May 2009 01:29:20 +0200, "GREEN GRASS" <...@affarimiei.it
"leo" <...@o14g2000vbo.googlegroups.com...
On 2 Mag, 22:39, Laureen <...@laur.een
vista l'et del fabbricato pu tranquillamente chiedere l'usucapione,
che le verr a costare non meno di 3000 Euro
spese processuali, e tecnico sia per il frazionamento sia per
l'accatastamento del capanno.
non ci si sveglia oggi per domani e dice mio per usucapione, deve
seguire tutto l'iter.
Sbagliato. L'usucapione opera automaticamente. La pronuncia del Tribunale ha
funzione meramente dichiarativa e, per tale ragione, assolutamente
facoltativa.
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On Sat, 2 May 2009 12:08:10 -0700 (PDT), leo <...@yahoo.it
bhè dovrebbe far un usucapione, ma come detto sopra le date sono da
far coincidere con l'ultimo documento rilasciato dagli organi
competenti.
catastarlo è semplice, avvalendosi "almeno da noi" dall'articolo 13,
insomma pagherebbe il doppio come tasse (sempre se è conforme ai
regolamenti edilizi di quando dichiara che è stato costruito)
e poi è anche un pò colpa vostra visto che per tanti anni avete
permesso il possesso esclusivo in un luogo comune.
oramai siete in ballo e ballerete. con l'ausilio di un Legale.
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On Sat, 02 May 2009 21:24:31 +0200, Laureen <...@laur.een
X-No-Archive: Yes
Questo anche se portasse testimonianze dell'esistenza dello stesso prima
delle date riportate sui documenti?
No, purtroppo sono state intraprese battaglie legali, che si sono
trascinate per anni con un dispendio di denaro assurdo vista il valore
del bene in oggetto.
E' auspicio di molti che il capanno venga rimosso e tutti possano
usufrire del terreno comune su cui risiede il capanno (che è appunto nel
giardino all'interno della proprietà).
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On Mon, 4 May 2009 10:28:53 +0200, "alberto" <...@tiscalinet.it
"Laureen" <...@nnrp-beta.newsland.it...
son curioso di sapere con quale logica un gruppetto di persone
pretenderebbe di fare abbattere una costruzione che e' li non
solo da quando hanno comperato l'appartamento ma molto
piu' probabilmente da prima che nascessero, ed e' sempre stata
usata esclusivamente da una persona.
alberto
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