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On Tue, 6 Jan 2009 21:37:07 +0100, PaF <...@nohost.com
Il Tue, 6 Jan 2009 12:14:48 -0800 (PST), enricoe ha scritto:
[cut]
In realtà bisognerebbe crearla questa moda, trovare poi dei poll... ehm
finanziatori che credono nella tua "mission", stuzzicare un po' di "hype",
shackerare a piacere, vendere care le proprie quote e vivere di rendita :-)
PaF sognatore
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On Tue, 06 Jan 2009 22:04:02 +0100, ilSimo <...@SPAMesseemme.org
It was 21:14, martedì 6 gennaio 2009, and enricoe, in message
<...@35g2000pry.googlegroups.com
link?
'azzie, ilSimo
--
now playing:
We're drowning in madness, the heart of the Unicorn...
Dwelling in sadness, the heart of the Unicorn...
...is dead
Gammaray - The Heart Of The Unicorn
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Anonymous Wrote:
enricoe <...@gmail.com
C'è scritto che han licenziato gente, mica che chiude.
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Lawrence, oluyede.org - neropercaso.it - stacktrace.it
"It is difficult to get a man to understand
something when his salary depends on not
understanding it" - Upton Sinclair
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On Wed, 7 Jan 2009 09:15:22 +0100, "AleTV" <...@libbbero.it
"pan-teista" ha scritto nel messaggio
news...@read.cnntp.org...
E che finalit avrebbe scusa? Dubito che siano i missionari dell'IT...
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On Wed, 7 Jan 2009 00:40:34 -0800 (PST), Cristian Cudizio <...@gmail.com
On 7 Gen, 09:15, "AleTV" <...@libbbero.it
Gia', non credo che sia opera di un filantropo. Certo è che anche io
leggendo questo
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/tecnologia/social-network/social-netwo rk/social-network.html?ref=hpspr3
sono rimasto perplesso. Significa comunque che chi apre queste imprese
ha una mentalità lontana anni luce da quella imprenditoriale che c'è
qui
che vorrebbe avere i guadagni prima di cominciare a lavorare. Certo,
fare
grandi investimenti e poi far fallire tutto non è che sia meglio. Mi
sembra
l'analogo della crisi finanziaria in corso.
Saluti
Cristian
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On Wed, 7 Jan 2009 01:59:38 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
Questa me la sono persa, ma se la devono essere persa anche tutte le
VC coinvolte.Qui ce ne è una http://www.greylock.com, chi sa se lo
sa, qualcuno dovrebbe dirglielo !
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On Thu, 8 Jan 2009 02:57:44 -0800 (PST), ispas <...@interfree.it
On 6 Gen, 21:14, enricoe <...@gmail.com
Nonostante l'aviaria, i polli umanoidi continuano ad essere
numerosissimi :-)
A proposito, invece Linkedlin regge ancora? Non era la moda dell'altro
ieri?
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On Thu, 8 Jan 2009 11:09:14 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-08, ispas <...@interfree.it
Per reggere regge ancora, ma è diventato decisamente fuori moda appunto.
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On Wed, 7 Jan 2009 05:47:46 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
La nuova moda è nata sul debito, ho trovano un bussines model che
funziona, oppure la maggior parte verrà venduta alle solite big del
software, che i soldi li fanno.
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On Wed, 7 Jan 2009 14:12:53 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-07, enricoe <...@gmail.com
Perché, le big del software sono Babbo Natale che si possono
permettere di comprare imprese in perdita nel bel mezzo di una
recessione? Fino a sei mesi fa poteva funzionare, ma ora la vedo assai
male.
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On Wed, 7 Jan 2009 06:09:54 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
Ogni impresa nasce dal debito (+ passione + volonta' + competenza +
fortuna).
Molti adesso in qualche paesino della Silicon Valley stanno lavorando,
budget 10/15000$, 1 anno di progetto o +, solo 1 riuscira'...
Ma a far cosa?
A creare qualcosa che intercetta traffico.
Poi dovra' inventarsi il business model...
Ma qual e' il business model dei media tradizionali? Vendere
intrattenimento (chi da' + notizie vere!?) x pubblicita'.
Idem qui, e se le entrate non sono proporzionali alle uscite si
ridimenziona in feedback le entrate finche' etc etc
Trovo queste discussioni scontate. Intanto l'Italia importa
innovazione da pura provincia dell'impero mentre il figlio di un
dentista (Zuckenberg) e' diventato ricco.
Ripeto: intanto, finche' non vendono ai soliti big, queste imprese
danno lavoro a 100 persone qua, 200 la', ...
P.S. Se il web 2.0 drena pubblicita' ai media tradizionali, anche e basta, impone riflessioni e ristrutturazioni a giornali e tv. +
potere che si distribuisce, - ai soliti noti. Pensa sempre al caso
italiota.
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On Thu, 8 Jan 2009 03:09:04 -0800 (PST), ispas <...@interfree.it
On 7 Gen, 15:09, johnny <...@gmail.com
Qui in Italia è diventato ricco uno che cantava sulle navi, più ricco
di Zuckerberg.
Anche lui ha "intercettato bisogni" della gente, veri o presunti.
Va bene così? :-)
Sinceramente questo entusiasmo per quello che diventa ricco
"intercettando traffico" ha un pò stancato. A quando qualche cosa da
economia reale, non economia di carta e chiacchere?
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On Thu, 8 Jan 2009 11:24:21 +0000 (UTC), rootkit <...@gmail.com
Il Thu, 08 Jan 2009 03:09:04 -0800, ispas ha scritto:
quando cambierai mestiere e ti metterai, ad esempio, a fare l'idraulico.
è una interpretazione abbastanza concreta del concetto di "intercettare
bisogni"? :P
finché lavori nel it ti devi "rassegnare" a proporre innovazione nelle
idee imprenditoriali. altrimenti non lamentarsi se tutti fanno impresa
col body rental.
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On Thu, 8 Jan 2009 04:51:42 -0800 (PST), ispas <...@interfree.it
On 8 Gen, 12:24, rootkit <...@gmail.com
Chi "intercetta traffico" è il vigile, od il casellante?? :-)
Invece delle imprese che producono "informazione pura", ed
"intercettano traffico" (non ho usato io per primo il termine), come
può essere Facebook o le suonerie, come innovazione IT ti sembra
abbastanza imprenditoriale la robotica, o sue parti come la visione
artificiale?
Ci sono anche quelle nell'IT. Peccato che non hanno sopra il bannerino
da cliccare per guadagnare con la pubblicità, che fa tanto impresa
moderna... :-)
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On Thu, 8 Jan 2009 14:00:38 +0100, "AleTV" <...@libbbero.it
"ispas" ha scritto nel messaggio
news...@r15g2000prd.googlegroups.com...
Eh, per li conta davvero una cifra il know-how, mica basta solo come si
dice la pensata.
Credo che arrivare a far qualcosa di concreto in quei campi sia ben pi
difficile che fare web app sul social network o simili, non fosse altro per
i costi dell'hw che ci va dietro, anche se credo che pur avendolo a costo
zero senza tutto il know-how che serve non ci si possa fare nulla.
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On Thu, 8 Jan 2009 05:39:02 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
Ho letto da qualche parte che un famoso VC valutava una buona idea 10,
e una buona realizzazione 10. Il valore del prodotto è la
moltiplicazione dei due fattori.
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On Thu, 8 Jan 2009 14:54:27 +0100, "AleTV" <...@libbbero.it
"enricoe" ha scritto nel messaggio
news...@x16g2000prn.googlegroups.com...
Ok, quindi bisogna essere almeno in 2 :-)
In ogni caso personalmente la cosa delle 2 che mi preoccupa di pi la
buona realizzazione, sar perch sono un tecnico troppo modesto, bho, fatto
sta che quello che mi spaventa di pi.
Per le buone idee, la vedo pi facile, cos, a istinto.
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On Thu, 8 Jan 2009 05:56:41 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
Mica vero, deve essere una buona idea di servizio e di business, e
tanto per restare in tema del 3d fare un popolare servizio gratis è
parte del problema.
Io la moltiplicazione invece la vedo bene :
ottima idea * ottima realizzazione = 100
pessima idea * ottima realizzazione = 10
ottima idea * pessima realizzazione = 10
media idea * media realizzazione = 25
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On Thu, 8 Jan 2009 15:34:39 +0100, "AleTV" <...@libbbero.it
"enricoe" ha scritto nel messaggio
news...@i20g2000prf.googlegroups.com...
Riordinati per quantit di dindi iniziali/necessari alla realizzazione:
ottima idea * ottima realizzazione = 100
pessima idea * ottima realizzazione = 10
media idea * media realizzazione = 25
ottima idea * pessima realizzazione = 10
Io continuo a pensare che la discrimante grossa sul successo sia la
realizzazione e quindi i dindi necessari a supportarla.
Diciamo che il detto "tra dire e il fare c' di mezzo il mare" per me calza
alla perfezione.
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On 08 Jan 2009 17:43:17 GMT, "ispas" <...@interfree.it
Cio crea una scala di valori tra le semplici "pensate" e altre cose piu
complesse.
Non conosco i dettagli di quel che fa Facebook, e di come lo fa.
Comunque alla fine o questa complessita non e poi strabiliante, oppure
se lo e direi proprio che e mal usata.
Ma certo e questione di opinioni personali.
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On Wed, 7 Jan 2009 06:32:52 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
Ma dai ?
olè
Chi lo sa.
[cut]
e trovo la tua risposta saccente, non è in dubbio il modo di fare
innovazione o il fatto che esista un break even nelle startup o che
qualcuno alla fine ce la faccia, ma la validità del modello di
business basato sulla pubblicità e la solidità delle aziende così
dette 2.0 nate negli ultimi anni.
Fino a metà 2008 c'erano tanti tanti soldi in giro, fino a settembre
si diceva che le VC e le aziende 2.0 sarebbero state solo sfiorate
dalla crisi, oggi si incomincia parlare di collasso delle VC più
quotate :
http://www.forbes.com/technology/forbes/2009/0112/066.html
Vedremo, intanto il puzzo si sente.
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On Wed, 7 Jan 2009 06:51:53 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
Allora (ultimo post)...
- se sono saccente, chiedo scusa, cerco di concentrare quello che
voglio dire in poche righe, suona perentorio, ok :)
- voglio solo comunicare il mio punto: [ sono ossessivo, lo so :) ]
mi fa solo male vedere che qui non riusciamo a fare qualcosa come
loro, vedere che cmq alla fine (anche se questi social network
moriranno tutti tranne 1 solo, ok?) l'innovazione e' invariabilmente
guidata da chi ci e' superiore mentalmente.
Non e' un caso se studiate molto e poi vi tocca andare a lavorare
all'estero. Punto
Torno al codice...
P.S. Se qualcuno ha esperienza con Amazon EC2, per favore mi contatti.
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On Wed, 7 Jan 2009 07:32:56 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
Mille grazie x l'articolo di Forbes, molto interessante.
La tesi e' che probabilemente moltissimi equity in formula venture
sono di fatto meno remunerativi di bond e S&P.
E' probabile (anche in Silicon Valley hanno le loro bolle) che DFJ e
le altre siano nate nel modo in cui nascono gli hedge funds: un
investitore ha successo "privatamente", quindi si fa un nome, al 70%
capitalizza e vive di rendita creando un fondo "comune" e investendo
qua e la' (tanto ci guadagna con le fees).
I tuoi dati dicono che si', x come si son messe le cose, sta venendo a
mancare quella fiducia in quel modello che butta soldi a cose nuove e
cool, e se e' cosi', e lo e', e lo sara' di + con questa crisi, molta
fighetteria da web (+ anche altro) collassera' (ricorda pero' che
proprio la natura di quegli investimenti - venture - e' la ragione
dell'incredibile spread fra i ricavi medi sotto il 3 sigma e gli
incredibili ritorni oltre).
E ti do ragione.
Ma il mio punto resta che con un po' di feedback e meno spavalderia,
loro cmq riusciranno a finanziare un povero cristo con una buona idea.
Mentre qui devi costringerti a mangiarti ogni risparmio x portare
avanti un progetto (non mi lamento, e' solo un confronto).
Di piu': i fessi che investono in quei equity e perdono (ovviamente
geni, se vincono) sono benestanti in cerca di grandi ricchezze (o
gloria/visibilita' nella comunita'). Di nuovo, io la vedo come
distribuzione di ricchezza... e anche un po' di giustizia... loro ci
rimettono un po'... intanto molti lavorano e innovano...
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On Wed, 7 Jan 2009 07:40:26 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
Più che perentorio è che tu spieghi come mai l'innovazione funziona in
USA e non qui. Tutto bene, tutto giusto, figurati se noi costruiremo
mai qualcosa, le uniche volte che abbiamo avuto persone veramente
innovative le abbiamo fatte fuggire, la nostra è una esperienza
secolare in questo.
Il mio invece è una punto molto più semplice e terra terra.. il 2.0
comincia a perdere colpi (anche se questo non è affatto certo, sono
solo ipotesi), comunque l'importante sarebbe beccare la prossima onda
sul nascere... Cloud ? Forse, ma per farci cosa ? Il Cloud è backend,
dall'altra parte che cosa andrà ?
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On Wed, 7 Jan 2009 08:27:28 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
In sintonia con enricoe.
Finche' gli utenti cresceranno a queste cifre (anche inattivi) gli
investitori rimarranno, poi chissa'...
E che lo scrivo in un forum pubblico cosa ci metto? :)
Se c'e' qualcuno che x lavoro/etc ha gia' provato i loro servizi (non
solo S3, ma EC2 in particolare), per favore mi contatti. Ho alcune
domande da porgere, se positivo pagherei una consulenza (non x le
parole, ma x il lavoro che mi serve). Lo farei da solo ma ho gia'
troppa carne.
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On Wed, 7 Jan 2009 12:47:22 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
AH, maledetto, tu sai qualcosa, tu hai un'idea. Perchè non ce la dici
cosi ne discutiamo insieme, la teniamo per noi, non uscirà dal gruppo.
Giuro.
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On Thu, 8 Jan 2009 08:28:47 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-07, enricoe <...@gmail.com
Io sono più muto della mummia di Tutankhamen, credici!!
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On Wed, 7 Jan 2009 15:16:30 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-07, johnny <...@gmail.com
But of what, vale a dire, ma de che?
Superiore mentalmente, mi consenta, una beata fava. La ragione di tutto
è sempre una ed una sola: i soldi vanno là dove stanno i soldi. In
America hai un'idea e trovi qualcuno che te la finanzia - o almeno
trovavi fino a qualche mese fa, ora la musica potrebbe essere di molto
diversa - in Italia invece non te li dà nessuno. Ecco la differenza
è tutta lì (e non è mica poco, aggiungo).
Non è un caso se la gente intelligente se la devono far venire da qui,
appunto ;)
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On Wed, 7 Jan 2009 16:10:11 +0000 (UTC), rootkit <...@gmail.com
Il Wed, 07 Jan 2009 15:16:30 +0000, Sentenza ha scritto:
mia moglie è nata in russia: da anni (almeno 5, quindi almeno dalla
fondazione di facebook) resta in contatto con il suo paese tramite un
social network russo dove ha rintracciato buona parte dei suoi compagni
di università sparsi per il mondo.
su un punto hai ragione: gli americani non sono superiori mentalmente,
sono gli italiani ad essere inferiori.
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Anonymous Wrote:
Si, esiste quel social network e sai a chi finiscono le informazioni?
direttamente al kappa gi bi
che cosi, praticamente a costo zero o quasi, raccoglie info sui russi sparsi
per il mondo:
dove lavorano, cosa fanno etc.
Per carita, ognuno libero di pubblicare quello che vuole su di se
stesso...
io molte volte mi chiedo quale sar il futuro di facebook.
E solo una moda passeggera, destinata a sgonfiarsi, oppure veramente il
nuovo modo
di comunicare?
pensiamo al telefonino, all inizio non ce l aveva nessuno e molti
pensavano/dicevano:
"che te ne fai?"
al giorno d oggi se non hai il cellulare sei:
o il CEO di una grande azienda ed allora hai la giornata schedulata da altri
che lavoran per te :-)
oppure sei un asociale
Poka (dal russo)
D.
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
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On Wed, 7 Jan 2009 16:39:01 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-07, df.....@fdfdff.de (Dionisio) <df
Aggiungiamo anche che se vedi una certa pagina dopo una settimana muori :))
Che sia una moda passeggera o meno lo vedremo semplicemente col tempo.
Quello che continuo a non vedere è dove sia questo "nuovo" modo di comunicare.
Non vedo granché che non ci fosse già prima. Mi puoi dire che sia più
*pratico*, ma "innovativo" come invece lo è YouTube - che ha dato a chiunque
una facoltà di espressione che prima semplicemente NON AVEVA - certamente no!
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On Wed, 7 Jan 2009 16:48:50 +0000 (UTC), rootkit <...@gmail.com
Il Wed, 07 Jan 2009 16:16:00 +0000, Dionisio ha scritto:
ovviamente.
questo è un altro discorso. io esprimevo giudizi sullo "spirito di
iniziativa" degli informatici nostrani (me compreso, sia chiaro).
traslitterato, ma la pronuncia è "pakà" :P
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On Wed, 7 Jan 2009 16:48:49 +0000 (UTC), rootkit <...@gmail.com
Il Wed, 07 Jan 2009 16:16:00 +0000, Dionisio ha scritto:
ovviamente.
questo è un altro discorso. io esprimevo giudizi sullo "spirito di
iniziativa" degli informatici nostrani (me compreso, sia chiaro).
traslitterato, ma la pronuncia è "pakà" :P
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On Wed, 7 Jan 2009 17:00:39 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-07, rootkit <...@gmail.com
Scusa ma chi ti dice che non ci siano legioni di informatici italiani
con spirito di iniziativa che sputa in testa agli americani, che però
rimangono al palo perché nessuno gli dà un centesimo ??
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On Wed, 07 Jan 2009 22:51:23 +0100, rootkit <...@gmail.com
Sentenza ha scritto:
con meno di 100 (cento) euro l'anno si può affittare un server virtuale
in italia (all'estero magari anche con meno) sufficiente per andare
online. se uno pensasse di avere l'opportunità di diventare ricco e
rimanesse al palo aspettando che qualcuno gli passi cento euro, beh
sarebbe davvero una bella coglionata, non trovi?
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On Thu, 8 Jan 2009 08:27:34 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-07, rootkit <...@gmail.com
Ed esattamente, che ci fai con un server?
Il server è L'ULTIMO dei problemi. Hai un'idea, devi svilupparla.
Per far questo, già servono soldi. Sono finiti (purtroppo) i tempi
in cui bastava "un uomo ed il suo cane" - ora, visto che si suppone
tu nel frattempo abbia pure da lavorare per campare, non puoi più
semplicemente sviluppare l'idea "nel tempo libero", perché ora che
hai finito qualcun altro potrebbe averti fregato sul tempo.
E soprattutto sono finiti, appunto, i tempi delle cose che si fanno
"col serverino". Ora una cosa se non è Web2.0 distribuita planetaria
ecc. non interessa a nessuno, il che vuol dire per girare ti ci
vuole un'intera dannata server farm, altro che serverino. Se la
metti sul serverino esaurisce le risorse al terzo giorno, dopodichè
nessuno ci va più perché "non funziona". E' un circolo chiuso, ti
servono tante risorse per poter attirare la gente per gestire la
quale ti servono tante risorse. E quindi tanti soldi :(
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On Thu, 8 Jan 2009 13:27:42 +0000 (UTC), rootkit <...@gmail.com
Il Thu, 08 Jan 2009 08:27:34 +0000, Sentenza ha scritto:
quale parte di "sufficiente per andare online" non ti è chiara?
no, serve olio di gomito e idee chiare. tu pretendi di essere finanziato
per una idea quando questa è ancora solo e soltanto nella tua testa. bon
per te trovi, ma non funziona così, neanche in america. anzi, scusa, mi
correggo: se c'è *un* posto dove può funzionare è proprio qua in italia:
basta un appoggio politico giusto et voilà, 40 milioni sulla fiducia (per
poi partorire italia.it :P)
*ovunque* i finanziamenti si attirano con fatti concreti, tu prima
realizzi la tua idea dimostrando che *funziona* e questo è quanto
necessario e sufficiente per attirare (eventualmente) capitali. il
fondatore di facebook non mi risulta sia partito cercando soldi per
finanziare la sua idea, anche perché sennò era sempre lì a lamentarsi di
non averli trovati :P
mi spieghi secondo quale logica il "web 2.0" avrebbe proprio bisogno di
una "server farm"?
ma magari avere questo tipo di problemi di saturazione dopo tre giorni...
non te lo augureresti?
io ho citato un esempio estremo, un server virtuale per 100 euro all'anno
che, se permetti, è una cifra che chiamarla "investimento" fa ridere i
polli. già con 1500/2000 hai un server fisico dedicato in una farm,
quando ne avrai bisogno ne potrai acquistare altri due o tre da mettere
in cluster. ma quando arriverai a scalare l'hardware vorrà dire che hai
raggiunto i tuoi obiettivi target, quindi se non guadagnerai i soldi che
ti servono vorrà dire che la tua idea era fallimentare :P
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On Thu, 8 Jan 2009 13:53:19 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-08, rootkit <...@gmail.com
La parte che "è inutile essere online se non sei funzionale"
No guarda che è esattamente così. Tu vai da un finanziatore ed esponi un
PROGETTO, dettagliato al massimo ma pur sempre un progetto, e quello
decide se ha un senso e vale la pena di essere finanziato oppure no.
Quello che (in America) finanziano sono PROPRIO le IDEE. E' qui, al
contrario, che non ti finanzia nessuno se non dimostri di essere già
in esercizio e di "non" averne bisogno.
Ohè mai sentito parlare di "venture capital"? Si chiamano così proprio
perchè vanno "alla ventura", ossia investono in IDEE che reputano
possano promettere buoni sviluppi. Sono quelli che rischiano grosso
finanziando carta, ma che si aspettano di ricevere ritorni molto
superiori rispetto a quelli che entrano "dopo".
Perché sono sistemi che partono dal presupposto di milioni milioni e
milioni di utenti. Troppi.
Paradossalmente, NO! Proprio perché è troppo presto: il sistema schianta
prima di essere diventato DAVVERO popolare, e l'unico risultato è di
perdere istantaneamente la popolarità.
E no, appunto. Forse non lo hai notato, ma il cosiddetto "web 2.0" ha la
spiccata caratteristica di richiedere sempre più più più risorse molto
PRIMA di aver generato un singolo centesimo, e molto più in fretta di
quanto ne generi. Come mai Facebook, Twitter etc. sono tutti in rosso?
L'idea è di attirare sempre più e più gente, ma così ti saturi le risorse
PRIMA di essertele ripagate. Quindi te ne servono altre, poi altre,
poi altre ecc. Insomma devi cacciare una barca di soldi PRIMA, poi si
vede.
Il fatto, diciamocelo, in realtà è che il web 2.0 "è una cagata pazzesca".
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On Thu, 8 Jan 2009 01:37:36 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
Be', c'e' molto del vero.
Ma tanti soldi... no: studiate il caso Animoto.
In ogni caso, devi essere disposto a rovinarti (no infra-lavoro,
esaurimento risparmi, isolamento).
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On Thu, 8 Jan 2009 09:54:41 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-08, johnny <...@gmail.com
"Animoto's founders have a good amount of experience in the
entertainment industry having produced shows for MTV, Comedy
Central and ABC among other things. The company is based in
New York City, but also has an office in San Francisco.
In May 2008 Amazon funded the startup with an undisclosed amount."
Dicevamo? :)
E perché mai uno deve essere disposto a rovinarsi? Gliel'ha
ordinato il medico? Gli è apparso Dio sotto forma di un roveto
ardente comandandogli di farlo? Nessuno vuole "rovinarsi",
è per questo che senza soldi le cose non si fanno e basta.
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On Thu, 8 Jan 2009 02:22:19 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
I risultati di un'analisi ti dicono sempre qualcosa di proporzionale
all'impegno che hai profuso.
Sei stato molto veloce a sapere tutto di Animoto...
Questo mi dice molto di te.
Ciao a tutti
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On Thu, 8 Jan 2009 10:25:38 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-08, johnny <...@gmail.com
Per esempio, che trovare risposte velocemente è il mio mestiere :P
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On Thu, 8 Jan 2009 04:09:14 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
Lasciando perdere le polemichine, non è detto che sia necessario tanto
lavoro e tanti soldi, ad esempio avevo letto che twitter si basava
fino a poco tempo fa su un hardware ridicolo, e l'utilizzo di ruby on
rails gli ha permesso di sviluppare tanto con poco sforzo.
Dipende.
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On Thu, 8 Jan 2009 13:09:23 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-08, enricoe <...@gmail.com
Ma non è che è semplicemente una questione di hardware, eh, l'hw in sè
ormai costa poco... è il resto. Facciamo un esempio pratico, diciamo che
Twitter non esiste, ho questa meravigliosa idea e voglio metterla su.
Cosa mi serve, restando al minimo che offra una ragionevole funzionalità?
Un server web, un server db, uno o più modem GSM. E qui proprio nasce il
problema: i modem GSM. Perché significa non potrò più usare il "serverino
da 100 euro" messo chissà dove che guadagna dalle economie di scala - sono
forzato a ricorrere ad un full housing, dove io posso andare fisicamente ed
attaccarci i miei modem GSM. E dovrò anche scegliermelo ragionevolmente
vicino, non è che posso correre dall'altra parte d'Italia per fare
manutenzione. Che significa questo? Che non me la cavo più con meno di
cinquemila euro, soldo più soldo meno. Cinquemila euro l'anno soltanto per
giocare, senza aver ancora fatto niente.
Hai cinquemila euro l'anno da buttare tu? Io no, e credo di poter dire
nessun altro. Ecco, dunque, che se non c'è qualcuno che mi finanzia, io
Twitter non lo faccio :(
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On Thu, 8 Jan 2009 14:41:23 +0100, Ivan Pintori <...@pintori.it
45 euro al mese per 1U ed un planfold mensile di traffico da 2TB. E non è
in culo alla luna.
45 euro per 1 ora di "hands on" direttamente dal personale del datacentre.
Se metti le mani all'hardware per più di 2 ore al mese, allora sei messo
"proprio" male.
seeeeee con al massimo 2 mila euro in servizi il primo anno hai messo a
posto il tutto, se proprio vuoi iniziare con "meglio di niente".
L'hardware costa dai 400 eurozzi in su, dipendentemente dalla
configurazione e servizi di assistenza.
Potresti chiedere a qualcuno di sponsorizzarti. Ci sono aziende che hanno
comunque tempo macchina e banda inutilizzata che potrebbero considerare di
dartela a fronte di una percentuale di guadagno sul progetto.
Con questi stati d'animo twitter non sarebbe mai partito ;)
ivan
--
By 1977 or so, PLATO was featuring real-time multiplayer dungeon games,
not to mention real-time spacewar, IM, chat, email, netnews, and a host of
other things we now take for granted. All this on high-resolution plasma
panel terminals connected at 1200 baud to twin Cyber 6600 supercomputer.
Now you understand why I was kicked out of Cornell for a year; PLATO was
crack for computer nerds. (Robert Woodhead, co-creator of Wizardry)
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On Thu, 8 Jan 2009 05:33:17 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
Un momento, un MINIMO devi investire, non puoi pensare di farlo senza
nessun investimento.
Se però hai già una piccola o piccolissima software house che fa
sitini web, minimamente strutturata, realizza un servizio simile con
un minimo di investimento.
Comunque la tua valutazione è un po' esagerata, un server virtuale
costa 300 euro anno tutto compreso, e gli sms li mandi via web con
qualche web service.... sono pochissimi soldi.
Il problema qui è ambientale, di sentiment, di "rete". Qui nessuno
investe in IT, non ci sono aziende con cui parlare, non esiste stampa
specializzata, non c'è neppure un minimo di interesse, nessun
entusiasmo.
E queste cose sono, imho, più importanti dei soldi o delle competenze,
manca la voglia e il "crederci".
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On Thu, 8 Jan 2009 13:57:33 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-08, enricoe <...@gmail.com
Quindi puoi realizzare qualcosa solo se sei GIA' un imprenditore,
appunto...
Nein, devi RICEVERE sms, non spedirli, è lì l'intoppo. Per quello ti
serve un numero fisso quindi dei modem GSM fissi connessi ad un
hardware fisso.
E io che avevo detto all'inizio? Nessuno investe, è tutto lì. Dai tempi
del Grande Botto dei primi anni 2000 gli investitori hanno iniziato a
rispondere "NO!!!!!!!" a qualsiasi richiesta di finanziamento in
ambito informatico, senza neanche guardare cosa, e non hanno più
smesso. Ovvio che non c'è entusiasmo: che ti vuoi entusiasmare, se
sai a priori che nessuno ti darà mai un euro?
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On Thu, 8 Jan 2009 23:17:13 +0100, "Net_Byt" <...@TOGLIMIhotmail.it
[SNIP]
guarda che 5000 all'anno non sono tanti: non dico che tutti devono averli,
ma non serve essere ricchi per avere 5000 da spendere in un idea.
Sempre che uno abbia l'idea ;.)
Andrea
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On Thu, 8 Jan 2009 23:40:33 +0100, PaF <...@nohost.com
Il Thu, 8 Jan 2009 23:17:13 +0100, Net_Byt ha scritto:
Quoto.
Nel 2008 ho investito molto del mio tempo in un'idea (niente di innovativo,
sia chiaro, il solito gestionale ma *molto* di nicchia) che in termini di
tempo mi è costato forse anche più di 5000 euro, nel senso che se invece di
investire il mio tempo in questo progetto lo avessi dedicato ai miei
clienti avrei fatturato immediatamente quella cifra in moneta sonante.
Al fine del 2008, dopo una campagna di marketing mirata, sono rientrato
nell'investimento ed in più ho creato un posto di lavoro alla persona che
ora segue il marketing e fa assistenza a questo software.
Era una scommessa, rischiavo al max di aver perso tempo (nessun
investimento in soldi, solo il mio tempo) ma ci ho provato e mi è andata
bene (anche perché comunque avevo studiato per bene il settore dove si
sarebbe posizionato il software, non è stato proprio un salto nel buio).
Ripeto, niente di innovativo o geniale e non sono diventato ricco, però
sono soddisfatto lo stesso :-)
PaF
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On Fri, 09 Jan 2009 09:53:45 +0100, Vide <...@gmail.com
Sai vero che twitter nella comunità tecnica è il caso più famoso di "siamo
nella merda, come cazzo scaliamo ora?", provando un sacco di approcci e
fallendone quasi altrettanti, tra l'altro?
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Vide
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Anonymous Wrote:
enricoe ha scritto:
Ma i dindi non escono al 99% dalla pubblicità? Quelle webapp di social
network non ne sono pieni? E non fanno dindi???
Hem, gnocca 2.0? Può andare? :-D
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On Tue, 06 Jan 2009 21:56:45 +0100, UC <...@c.it
sono sicuramente sovradimensionati rispetto al traffico monetario di
pubblicità che fanno girare. Sui milioni di banner, link flash e
quant'altro quante volte avete mai cliccato e acquistato il prodotto?
ciao, U.
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On Tue, 06 Jan 2009 22:00:46 +0100, Sko33 <...@msn.com
Per quello che non bisogna farsi pagare a click ma ad impression... come
i giornali!!
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On Tue, 6 Jan 2009 13:29:58 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
Il problema è che la pubblicità non paga, o meglio non paga
abbastanza, ad esempio DIGG perde 2 milioni su 6 milioni di fatturato
nei primi tre trimestri del 2008.
Il che, pensando a cosa fa DIGG, mi conferma che dietro molte,
apparentemente semplici startup ci sia un grande lavoro intellettuale
(magna magna da paura).
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On Wed, 07 Jan 2009 12:32:27 +0100, Sko33 <...@msn.com
Se è digg.com non fa molto, a mio avviso.
Che la pubblicità non paga o non paga abbastaza, penserei se non paga,
nel senso che lascia le fatture scoperte e non le paga o che uno chiede
troppo poco rispetto a quello che avrebbe bisogno di chiedere o per gli
impegni che prende?
Come dire, anche i "grandi" della pubblciità poi ne approfittano a
farsela fare a gratis con i payperclick o le campagne di affiliazione,
ma se ti calcoli i costi e divisi per le impression possibili dei vari
banner in relazione alla pagine e dimensione della stessa, forse inizi a
fare dei conti per campare....... e chiedi il dovuto.
Come faranno mai le televisioni a campare????
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On Wed, 7 Jan 2009 05:17:52 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
Io proverei ad avere questa ottica:
- il social web 2.0 e' nato da pochissimo (sui blog specializzati
parlano gia' del 3.0 con uso massiccio di API integranti nei big
attuali e cloud computing x consentire alle start up di ridurre ai
minimi gli investimenti venture)
- e' innovazione: programmatori orientati sempre + a creare contenuti
e a farsi architetti della rete
- produce lavoro (150 a facebook, etc)
- ogni impresa fissa un break even, non potete chiedergli di
guadagnare subito (se lo fate, comprendo perche' l'Italia e' ai
margini del corporate mondiale)
In quest'ottica, ogni critica a questa nuova ondata "modaiola" mi
sembra come quella del cugino sfigato che non riesce a combinare
niente mentre l'altro intanto fa...
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Anonymous Wrote:
johnny ha scritto:
Se per "fissa un break even" intendi "pianifica un tempo entro
il quale prevede di raggiungere il break even"
(in genere credo che il break even piu' che fissarlo, lo si calcoli
in base a quelli che sono i dati dell'azienda) allora le aziende
italiane *TUTTE*, direi specialmente quelle grandi (ma non solo
queste) fissano il tempo suddetto a zero, senza
eccezione alcuna.
Ciao,
Marco
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On Wed, 7 Jan 2009 07:41:55 -0800 (PST), enricoe <...@gmail.com
Assolutamente falso e semplicistico.
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On Wed, 7 Jan 2009 14:10:40 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-07, johnny <...@gmail.com
In tempi di vacche grasse, no. In tempi di crisi economica mondiale,
però, se non produce soldi, gli staccheranno presto la spina. Nessuno
si può permettere di finanziare imprese in perdita, in questo momento.
E il problema serio di queste piattaforme strafiche è che non solo
non producono soldi, ma *non mostrano di avere un modo per produrle*.
Nessuno capisce bene "come" dovrebbero generare profitto, e questa
è una bruttissima cosa perché se hai un piano chiaro di profitto
puoi fare i conti, stringere i denti ed aspettare, ma se non ce l'hai
gli investitori decideranno di non voler essere LORO i prossimi a
dichiarare fallimento...
fallimento
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On Wed, 7 Jan 2009 06:32:44 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
FB ha un fatturato pubblicitario visto al ribasso x l'anno corrente di
250m, ma l'utile e' negativo, probabilmente xche' i soldi li buttano
dalle finestre.
E' un fenomeno noto a Wall Street (quando ci sono le galline dalle
uova d'oro ci mangi un po', tanto fara' soldi cmq). O tipo Google che
ha assunto gente senza sapergli dire poi di cosa dovevano occuparsi.
La crisi e' solo un feedback x mettere a punto il giocattolo.
Tutto nasce a debito, all'inizio si punta al fatturato, poi se sei
bravo fai utili altrim peggio x te.
- Il mio punto e' chiaro: innovazione che porta lavoro e
ridistribuisce potere. Su 100, cmq ne sopravviveranno 2. Saranno
americani in ogni caso (non italiani).
- Qual e' il vostro punto, esattamente? Solo dire "io dico che
falliranno"? Perche' se e' cosi', non parlo +.
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On Wed, 7 Jan 2009 15:11:20 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-07, johnny <...@gmail.com
O forse perché il modello di business non genera semplicemente abbastanza
introiti. La differenza tra i due casi è che nel primo smetti di gettare
i soldi dalla finestra e torni in attivo, nel secondo rimarrai in passivo
fino al fallimento.
Si ma le galline dalle uova d'oro ora non ci sono più appunto, ora ti
devi guadagnare ogni santo centesimo.
Tutto ruota appunto attorno al fatto che puoi mettere a punto il
giocattolo solo e soltanto se il giocattolo funziona, vale a dire
se è in grado di generare profitti. Se sei bravo ma hai puntato
su un modello che non funziona - o che funzionava fino a ieri e oggi
non funziona più, anche questi sono i rischi del mestiere - chiudi
lo stesso.
E quindi gira gira torniamo sempre lì: questo benedetto modello
di business, in grado potenzialmente di generare profitti, c'è
o non c'è? A me non è chiaro, e da quanto vedo non è chiaro neanche
a nessun altro, il che mi lascia diffidente sul fatto che in
effetti ci sia davvero - che non lo veda io è pure normale, che
non lo veda nessuno molto meno.
Che "ridistribuisce potere" vorrei capire esattamente che significa.
Se il massimo a cui possono puntare, di questi tempi, è essere
comprati da Microsoft, dov'è la redistribuzione del potere? Al
contrario, semmai è un ulteriore accentramento dello stesso negli
o stessi punti, che possiedono sempre più e più cose.
A questo punto non è vero neanche che crea lavoro, perché una
volta assimilato dai Borg verrai "ottimizzato" segando gran parte
della tua forza lavoro ormai ridondante.
E poi se proprio la vogliamo dire tutta :) dove cippa è questa
"innovazione"? Cosa ha di "innovativo" Facebook ????
Il mio punto è appunto che il tuo punto non è vero :))
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On Thu, 08 Jan 2009 11:04:08 +0100, Digito ergo sum() <...@usenet.org.invalid
Scriveva *Sentenza* mercoledì, 07/01/2009 :
Lo stesso meccanismo alla base di fenomeni di imitazione sociale come i
capelli lunghi nei '60/'70, il pircing, il tatuaggio, le griffes, i generi
musicali, etc. Siamo animali sociali e tendiamo al branco, con alcuni
leader e un enorme gregge di gregari. E pochi lupi/orsi solitari.
Ora è di moda FB.
--
DES
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On Thu, 8 Jan 2009 10:17:13 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-08, Digito ergo sum <...@usenet.org.invalid
Ok appunto allora non è "innovativo", è solo di moda. E "di moda" può
diventare una frescaccia qualunque per i più imperscrutabili motivi.
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Anonymous Wrote:
Sentenza ha scritto:
Gli investitori (e direi i Venture Capitalist in particolare) conoscono
bene il significato della parola "diversificazione".
Poi se la crisi e' "globale" affondera' facebook e affonderanno
anche i produttori di mozzarelle.
Per altro "come dovrebbero" generare profitto in realta' era abbastanza
chiaro: seguendo i modelli pubblicitari presenti su altri media.
Quello di cui non hanno tenuto conto, secondo me, e' che gli altri
media (la TV in particolare) ha il potere di indurre tutti i falsi bisogni
che vuole. In genere invece chi usa internet lo usa proprio
perche' vuole scegliere cosa andarsi a cercare, piuttosto che farsi
scartavetrare gli zebedei venendo bombardato con una serie di offerte
commerciali non richieste. Probabilmente un sito dedicato esclusivamente
alla pubblicita', meglio se comparativa di marche differenti degli stessi
oggetti funzionerebbe meglio dal punto di vista del fruitore di internet.
Ciao,
Marco.
Ciao,
Marco
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On Wed, 7 Jan 2009 15:49:03 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-07, Marcoxxx <...@web.de
Ma questo è appunto, direi, come "credevano" di generare profitto, che
appunto "non" appare funzionale in questo tipo di media. Il che ci
riporta a: come "può" generare profitto nel contesto reale? Dato per
scontato che il modello che "credevano" avrebbe generato profitti non
funziona, hanno un piano alternativo oppure no?
Non direi esattamente che questo potere sia alieno ad internet :) dove c'è
qualcuno disposto ad assorbire informazioni, ci sono informazioni "pilotate"
che puoi fargli assorbire.
Secondo me neanche, chi mai andrebbe a vedersi un sito in cui, fondamentalmente,
gli osti dicono quanto è buono il loro vino?
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Anonymous Wrote:
Sentenza ha scritto:
Il punto e' che, di solito, su internet ci vai apposta tu a cercartele le
informatzioni da assorbire. Non ti arrivano mentre guardi una partita o un
film (almeno a me non arrivano visto che ormai non guardo praticamente
piu' partite ne' film ne' su internet ne' fuori da internet.
La pubblicita' che dovrei guardare per leggere un articolo sul sito
di repubblica si "aggira" facilmente.
fondamentalmente,
Io prima di comprare un portatile sono andato sul sito di HP e
di altri.
Ciao,
Marco
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On Fri, 9 Jan 2009 08:57:07 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-08, Marcoxxx <...@web.de
Occhio, che forse non è più così. Cosa c'è di particolare in una piattaforma,
ad esempio, come facebook? Che tu ti piazzi lì e ci rimani. Stai lì, guardi,
chatti, ma sempre lì stai. Di fatto ritrasforma internet in una televisione,
sia pure bidirezionale: stai attaccato ad uno schermo contemplando una cosa
e ci rimani. A quel punto diventa possibile propinarti informazioni, perché
è praticamente "certo" che tu stai lì attaccato a vederle.
Infatti quello che non funziona - e non l'hanno ancora capito, pare - è
la riproposizione para para del modello pubblicitario. Continuano a
tentare di riproporre lo "spot" come se fosse in televisione. Ci sono
altre forme però che si saltano molto meno facilmente: avrai notato qui
e là pagine dove compaiono "pubblicità" che hanno esattamente lo stesso
aspetto delle altre illustrazioni nella pagina, costruite in modo da
sembrare parte del testo... e solo quando le hai guardate realizzi che
invece è pubblicità, ma ormai appunto le hai viste.
E ti è bastato, o hai cercato anche review in giro?
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On Fri, 9 Jan 2009 02:46:32 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
Ma sei cosi' sicuro che non stian provando in beta ogni sorta di
approccio?
Passano un anno e + a scrivere una piattaforma, fanno partire
un'azienda, assumono consulenti in marketing psicologia etc e... "non
l'hanno ancora capito, pare"...
Se stendi un piano dettagliato di cosa faresti e me lo presenti entro
3 mesi, ti assumo, giuro :)
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On Fri, 9 Jan 2009 11:01:27 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-09, johnny <...@gmail.com
E' ben possibile, ed ovviamente indica implicitamente che "non sanno
bene cosa fare"...
Beh, se l'avessero capito, non sarebbero in rosso, non credi? :)
Potrebbe semplicemente "non esserci", un Modello Unico. Ci sono cose
che funzionano in certi contesti, ma non necessariamente in altri. E
magari in alcuni non c'è proprio via.
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On Fri, 9 Jan 2009 04:53:16 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
Mah, tu lo chiami "non sapere bene come muoversi", io lo chiamo tuning
e fasi di test x passare in rassegna quanto sono responsive alcune
scelte rispetto ad altre.
Nel frattempo, hanno computing da scalare, gruppi di lavoro da
coordinare, API da aprire, vertenze legali, etc etc.
Tutto richiede tempo ma tu "sentenzi" subito :)
Puoi indicarmi quali aspetto del loro bilancio e' % + penalizzante al
capitolo spese rispetto alle entrate dell'attuale fatturato
pubblicitario?
Frase x dire: sbaglio anch'io a fare il tecnico senza essere +
incisivo con rilievi di operativita' aziendale!
Se e' cosi', ti do ragione. Ma lo sapremo fra un anno o piu'. E
intanto la gente lavora, innova, ... - che palle che sono :)
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On Fri, 9 Jan 2009 14:10:29 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-09, johnny <...@gmail.com
No. Io lo chiamo "tuning" quando sanno cosa fare, ma devono aggiustare
i dettagli. Quando le provano "tutte", vuol dire che "non" sanno che
cosa fare :(
E hanno una sola persona che fa tutto? Immagino che avranno una o
più persone dedicate "solo" a trovare modo di finanziarsi no?
Direi che spendono una barca di soldi in hardware, 200 milioni di dollari
non sono bruscolini. Ma il punto è un altro: che i rientri pubblicitari
rimangono inadeguati. In effetti, stavo riflettendo poco fa che c'è
qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui "tutti", non solo
facebook, si aspettano che funzioni la pubblicità su internet (non nel
modo di proporla, proprio nel modo in cui debba generare profitto).
Voglio dire: tutti, proprio tutti, partono dal presupposto che la
pubblicità internet debba avere un riscontro "interattivo". Vogliono
contare quanto la gente clicca sui banner. Vogliono contare quanto
i banner vengono visualizzati nelle pagine. Ma perché diavolo tutti
si aspettano che sia così????
Nel "mondo reale", nessuno si aspetta di avere un riscontro in tempo
reale. Vero è che sarebbe tantino problematico, ma in ogni caso non
è rilevante: magari ho un annuncio su un cartellone davanti casa,
ce l'ho lì da un mese, lo guardo ignorandolo ventinove giorni su
trenta poi il trentesimo improvvisamente penso "anvedi sta cosa mi
tornerebbe utile?". Magari l'annuncio sul giornale lo ignoro quando
esce, poi lo noto improvvisamente la settimana dopo mentre ci sto
incartando l'insalata. I conti si fanno alla fine, su quanto
incrementano le vendite di ciò che è pubblicizzato.
Ma su internet no. Tutti vogliono pagare in base a quanto clicchi,
in base a quanto visualizzi. Ma non ha senso! (E infatti non
funziona). La gente non vuole cliccare sui banner, si rompe a
cliccare sui banner, NON CLICCA sui banner. E un banner puoi averlo
visualizzato una sola volta nella pagina, ma quella pagina ce l'hai
davanti tutto il giorno e lo noti alla trecentesima volta.
Insomma è questa pretesa di "monetizzare immediatamente" il riscontro
che manda tutto all'aria, secondo me, a prescindere dal mezzo di
presentazione.
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On Fri, 9 Jan 2009 07:11:49 -0800 (PST), johnny <...@gmail.com
D'accordo coi tuoi rilievi, la ragione del funzionamento inefficiente
di quel meccanismo pubblicitario.
Per cui, 2 osservazioni:
1. Se MySpace e' in attivo, vuol dire che cmq in qualche modo si puo'
fare. Che forse c'e' spazio anche x altri.
(ma potresti dire che i bilanci dei primi anni sono inficiati dai
contratti ti-do-un-tot accordati troppo prematuramente dagli sponsor e
a breve anche loro capiranno etc etc)
2. Ricordo di aver letto la biografia del magnate di Virgin. Partito a
16 anni a fare e brigare, sempre a debito, andato avanti quasi 10 anni
solo allargando il fatturato - il trucco che "convince" sempre i
creditori ad aspettare - finche' alla fine ha monetizzato.
(ma potresti dire che e' possibile quando etc etc ma con la crisi
attuale etc etc)
Il mio punto... qual era? :)
Ah, meglio tornare a darsi fare, ciao :)
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On Fri, 9 Jan 2009 16:02:31 +0000 (UTC), Sentenza <...@STACEPPAosteriafuoriporta.net
On 2009-01-09, johnny <...@gmail.com
Potrei dire più che altro che molto di quel profitto viene dall'accordo
con Google - che, da quanto capisco, prevede una retribuzione appunto
corrispondente più al modello "classico". Ma dubito sia una cosa che si
possano permettere tutti, specie quelli che non si chiamano Murdoch.
Si, decisamente il modello della catena di S.Antonio è difficile da
mettere in pratica quando tutti stringono la cinghia :(
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On Tue, 6 Jan 2009 23:31:59 +0100, deelan <...@zzz.it
On 2009-01-06 21:47:12 +0100, ales...@libbbbero.it (AleTV) said:
Da quanto ho letto di soldi con la pubblictà ne fanno a palate, ma
sono stati acquistati a cifre folli e il costo per mantenere in piedi
la baracca è elevato. Insomma i margini non sono ancora quelli che
pensavano di avere gli investirtori.
Nemmeno YouTube è ancora un affare per Google.
Copio più sotto un articolo del NY Times di qualche mese fa
sull'argomento.
* * *
MYSPACE, NO MONEY – I SITI DI "SOCIAL NETWORKING" NON RACCOLGONO
PUBBLICITÀ COME SPERATO – LE STIME VENGONO ABBASSATE E I RESTYLING
AVVIATI – TRA 5-10 ANNI SI CAPIRÀ IL POTENZIALE…
Brian Stelter per "The New York Times"
Quando quasi tre anni or sono News Corporation aveva inserito MySpace
nel proprio portafoglio, si aspettava che la propria base di 16 milioni
di utenti continuasse a crescere — e che ogni utente avrebbe continuato
ad aggiungere amici, condividendo foto e scambiando messaggi
confidenziali — così i dollari della pubblicità avrebbero cominciato ad
arrivare.
Il sito di social networking è cresciuto — a 118 milioni di utenti a
livello mondiale — e i contatti non si sono fermati. Ma i soldi non
arrivano così in fretta come aveva sperato la società.
Nell'anno finanziario che termina fra due settimane, la divisione di
News Corporation che comprende MySpace mancherà l'obiettivo del
fatturato di 1 miliardo di dollari. Quando in Aprile News Corporation
aveva annunciato il previsto mancato obiettivo, parecchi analisti
avevano ridimensionato la valutazione della società, ribassando le
azioni del 5 percento.
Tenendo d'occhio la monetizzazione, mercoledì MySpace sarà riprogettato
con una nuova home page, che sarà meno affollata e più ricettiva nei
confronti della pubblicità (la home page presenterà anche una "pagina
splash" per un annuncio riguardante il nuovo film di Batman, "The Dark
Knight"). Il nuovo progetto, da completare per l'inizio dell'autunno,
comprenderà una nuova barra di navigazione, un nuovo strumento di
ricerca e un nuovo riproduttore video.
Il restauro è pensato per risolvere un problema dei siti di social
networking, cioè che molte pagine utente hanno l'attrazione estetica
dell'armadietto di uno studente quattordicenne. Ma ci sono ancora
parecchie domande senza risposta riguardo il valore pubblicitario delle
reti sociali.
Negli ultimi mesi è sbocciata la rosa delle reti sociali. MySpace e i
principali concorrenti, Facebook e Bebo, hanno tutti dei progetti
ambiziosi per fare soldi ma non abbastanza prove sul fatto che i
progetti funzionino.
"La giuria deve ancora decidere sulla capacità di monetizzare di
MySpace", ha detto Michael Nathanson, analista di Sanford C. Bernstein &
Company.
I siti sembrano appetibili per gli inserzionisti, basandosi sul traffico
registrato. MySpace ha un pubblico americano di 73 milioni di utenti, e
Facebook ne conta 36 milioni, e secondo comScore (a livello mondiale,
Facebook ha raggiunto MySpace per la prima volta in Aprile, con una
media di circa 115 milioni di utenti per sito) gli utenti passano intere
ore sui siti.
Ma poiché MySpace controlla la maggior parte dei soldi spesi sulle reti
sociali, viene vista come capobranco per il settore in crescita.
In una teleconferenza del mese scorso Peter Chernin, presidente e
amministratore delegato di News Corporation, ha ridimensionato le
grandiose aspettative per la pubblicità sulle reti sociali e ha ammesso
che vendere gli spot sulle pagine profilo personali e sulle pagine dei
gruppi non è facile.
Il social networking rappresenta una "forma completamente nuova di
attività su Internet", ha detto Mr. Chernin.
Quando nel 2006 la controllante di MySpace, Fox Interactive Media, aveva
annunciato un accordo di collaborazione pubblicitaria triennale da 900
milioni con Google, gli analisti avevano cominciato a scommettere forte
sul fatto che il social networking sarebbe diventato una delle
principali fonti di reddito. Anche se il Web diventa sempre più sociale,
è difficile trarne dei profitti.
Per la verità il pallone delle prospettive irrealistiche si sta
sgonfiando. Il cambiamento di rotta è stato notato per la prima volta
alla fine di Gennaio quando, a un anno dall'entrata in vigore
dell'accordo da 900 milioni con MySpace, Google ha detto che il
materiale del social networking non guadagnava così bene come previsto
(più di recente, Google ha detto che la situazione stava migliorando).
Il cambiamento di rotta è stato confermato in Aprile quando Fox
Interactive Media ha detto che avrebbe mancato l'obiettivo relativo al
fatturato. Per allora il responsabile del fatturato della consociata era
stato licenziato.
Mr. Nathanson, l'analista, ha detto che il deficit percepito di MySpace
è stato frustrante. "Non siamo molto convinti delle capacità a lungo
termine di far crescere questo settore in base a quello che abbiamo
visto ultimamente", ha detto.
Altri analisti hanno una visione più ottimistica. Venerdì Anthony Di
Clemente di Lehman Brothers raccomandava le azioni News Corporation
anche a causa dell'aumento di fatturato su base annua di MySpace fra il
25 e il 30 percento.
MySpace, naturalmente, è d'accordo con questo parere più ottimista.
"Vediamo che i dollari arrivano", ha detto Jeff Berman, che in Aprile è
stato promosso a presidente per le vendite e il marketing di MySpace,
quando la forza vendita di Fox Interactive Media è stata riorganizzata.
Il fatturato per utente si dice sia cresciuto del 50 percento rispetto
allo scorso anno, ma il sito incassa solo da 6 a 7 dollari per utente
l'anno.
EMarketer stima che MySpace farà registrare 755 milioni di fatturato per
l'anno finanziario che terminerà il 30 Giugno. MySpace non ha voluto
commentare le stime. Si prevede che circa un terzo del fatturato
arriverà dall'accordo pubblicitario con Google. Per quest'anno, si stima
che Facebook incasserà 265 milioni di fatturato pubblicitario.
Le aziende si stanno muovendo rapidamente per risolvere il rompicapo del
social networking. MySpace sta costantemente emettendo comunicati stampa
riguardo le nuove caratteristiche o gli accordi di collaborazione. Il
sito mira all'iperiorientamento, inserisce gli utenti in "canestri", in
base ai propri interessi, e fa apparire gli annunci pubblicitari di
conseguenza. Attualmente quasi un terzo degli acquisti fatti su MySpace
è iperorientato, ha detto Mr. Berman.
Facebook ha un sistema di mira analogo, che si chiama annunci sociali.
Gli inserzionisti scelgono un tipo di pubblico — per esempio gli studenti
universitari della Florida che guardano "SportsCenter" su ESPN; ci sono
10.680 studenti universitari della Florida su Facebook — quindi creano
un semplice annuncio e fissano un bilancio preventivo. La versione di
MySpace, che si chiama SelfServe, è in fase di beta-test.
Bebo, La terza rete sociale in ordine di grandezza negli Stati Uniti, è
stata acquistata il mese scorso da AOL, consociata di Time Warner. La
società ha detto che intende avvalersi della divisione pubblicitaria di
AOL per monetizzare il sito.
Ma per molti acquirenti sui media, questi modelli pubblicitari restano
sperimentali. Contemporaneamente i bilanci pubblicitari si riducono. Lo
scorso Dicembre, eMarketer aveva previsto 1,6 miliardi di spesa sulle
reti sociali per il 2008. In Aprile aveva rivisto tale cifra a 1,4 miliardi.
"Il problema è che tutte queste nuove forme di pubblicità sono più
difficili da pianificare, misurare e quantificare rispetto a ciò cui gli
inserzionisti sono abituati, e che hanno influito sulla crescita della
spesa pubblicitaria", ha scritto in Aprile Debra Aho Williamson,
analista di eMarketer.
Mr. Berman di MySpace ha detto che "con i nuovi inserzionisti, esiste
certamente un processo educativo", e che il personale di vendita cerca
di coinvolgere gli inserzionisti. Per esempio, in Aprile i dirigenti di
Procter & Gamble hanno visitato il quartier generale di MySpace per
alcune riunioni riguardo le strategie pubblicitarie sulle reti sociali.
Eppure ci sono preoccupazioni sul fatto che gli utenti delle reti
sociali non guardino gli annunci, non importa con quanta attenzione
questi vengano inseriti. Le attenzioni degli "utenti' sono l'elemento
più scarso sulla maggior parte delle reti sociali", ha detto Chamath
Palihapitiya, vicepresidente per il marketing di prodotto di Facebook.
"Un annuncio pubblicitario ben riuscito deve catturare la scarsa
attenzione e impegnarla in un modo che sia sociale e pertinente".
Allora cosa può fare accelerare le fortune pubblicitarie per le reti
sociali? Gli annunci sociali sono il primo passo di Facebook. Possono
avere effetti sociali, come quello di un utente che identifica sé stesso
come appassionato di Nike, che viene appaiato con un annuncio su misura
per gli amici di quell'utente. "Il vostro amico è appassionato di Nike",
reciterebbe l'annuncio.
"Rendere le campagne pubblicitarie più efficaci sul sito fa parte di ciò
che stiamo facendo" con le modifiche, ha detto Mr. Berman. Ha fatto
notare che la visione di annunci sulla home page, come quello di giovedì
scorso per "L'Incredibile Hulk" e di questo mercoledì per "The Dark
Knight", può arrivare a 40 milioni utenti in un dato giorno, "più della
principale trasmissione televisiva". Chris DeWolfe, presidente di
MySpace, pensa che gli scettici dovrebbero fare una pausa di profonda
riflessione. "Siamo ben lontani da dove Google o Yahoo si trovavano in
questa fase della loro crescita", ha detto Mr. DeWolfe.
Mr. Palihapitiya di Facebook ha un parere analogo. "Si tratta di un
viaggio che si svolgerà nei prossimi cinque-dieci anni. Allora si vedrà
chi avrà vinto", ha detto.
Dagospia 17 Giugno 2008
http://dagospia.excite.it/articolo_index_41329.html
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d.
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On Thu, 08 Jan 2009 11:01:44 +0100, Digito ergo sum() <...@usenet.org.invalid
Citava *deelan* martedì, 06/01/2009 :
a quanto pare sono bastati 5 mesi
questo prima della recessione, immaginarsi dopo. Con la torta che si
rimpicciolisce drasticamente, i pianificatori media tenderanno a rimanere
sul sicuro e consolidato (media tradizionali).
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DES
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On Mon, 12 Jan 2009 08:59:07 +0100, capobecchino <...@gmail.com
Digito ergo sum() ha scritto:
su questo hai pienamente ragione, e penso che chi riuscirà a trovare il
punto di svolta per far monetizzare i social, avrà quella marcia in più
sugli altri.
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Capobecchino
http://meemi.com
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