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«La Shoah un orrore tra i tanti - La paura di rompere col Führer»
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On Sun, 10 May 2009 11:23:09 -0700 (PDT), נחום <...@googlemail.com
Giovanni Miccoli : ' La Santa Sede era perfettamente informata '
" La Shoah un orrore tra i tanti "
La figura di Pio XII, la sua politica felpata con il Führer, il
protratto silenzio sugli ebrei continuano a suscitare dispute
appassionate, non solo tra gli storici ma anche sulla scena pubblica.
«Sembra di essere tornati agli anni Sessanta», dice Giovanni Miccoli,
insigne medievista oltre che autore di studi fondamentali su papa
Pacelli. «Fu allora che, dopo il debutto del Vicario di Rolf Hochhut,
un testo sostanzialmente sbagliato e non privo di ambiguità, si
scatenò una guerra feroce tra apologeti e detrattori».
«Oggi non è molto diverso. Agli estremismi denigratori dei Cornwell e
dei Goldhagen si replica con l´assoluzione e talvolta con una vera
esaltazione, entrambe funzionali al processo di beatificazione. Ma le
canonizzazioni non hanno mai modificato il giudizio storico, o almeno
non dovrebbero farlo. Colpisce che gli incensatori prendano in
considerazione solo le tesi denigratorie, non i problemi che la
documentazione stessa evidenzia. Problemi, a dire il vero, già emersi
durante la guerra». a quali problemi si riferisce? «Si tende a
dimenticarlo, ma già all´indomani della caduta della Francia, il
cardinale Tisserant lamentò con l´arcivescovo di Parigi l´assoluta
inerzia del pontefice sui metodi di guerra dei nazisti. Ancora più
significativa la testimonianza di monsignor Respighi, prefetto delle
cerimonie pontificie, che nel maggio del 1943 invocò "una parola forte
in difesa dell´umanità", con "le orecchie intronate" dalle richieste
che gli arrivavano in questo senso. Anche Pio XII era consapevole
delle critiche, tanto da domandare nell´ottobre 1941 ad Angelo
Roncalli se "il suo silenzio circa il contegno del nazismo non fosse
giudicato male"».
La rottura con la Germania hitleriana fu evitata anche per il timore
del bolscevismo: un tema fortemente evidenziato dalle spie naziste.
«Fin dal principio, è molto presente in Pio XII la paura che la Russia
sovietica potesse dare all´"Europa cristiana il colpo decisivo" (così
il radiomessaggio del Natale 1939). Inquietudine destinata a crescere
nell´inverno tra il 1942 e il ´43, quando l´esito della campagna di
Russia comincia a profilare la sconfitta della Germania. Ma non fu la
sola ragione della cautela».
Cos´altro lo spinse al riserbo?
«Una denuncia aperta dei crimini nazisti avrebbe potuto inasprire la
strisciante persecuzione nei confronti del cattolicesimo tedesco: non
dimentichiamo che diecimila preti tedeschi "passarono" attraverso la
Gestapo; decine furono le esecuzioni capitali. E avrebbe inoltre
impedito l´opera di assistenza per soccorrere le popolazioni. Uno
degli elementi più forti che condizionarono il Vaticano fin dallo
scoppio della guerra fu l´aspirazione del pontefice a esercitare un
ruolo di mediazione. Era il "padre di tutti", non poteva schierarsi».
I documenti tedeschi lo ritraggono decisamente ostile alla Germania.
«I rapporti della polizia hitleriana durante tutta la guerra (circa
venti volumi di testi) mettono le attività della Chiesa cattolica
nella sezione dedicata agli "avversari" (Gegner). E vuole stupirsi che
anche Pio XII fosse considerato tale? Ma anche il Terzo Reich non era
un monolite e non mancavano coloro che guardavano al Vaticano con
interesse. Tra questi figura Ernst von Weizsäcker, dal luglio del 1943
ambasciatore in Vaticano, che nelle sue carte descriveva papa Pacelli
così: "Troppo fine, troppo saggio, troppo prudente, troppo
diplomatico, un generale di Stato Maggiore della miglior specie che
però non è mai stato al fronte..."».
Agli occhi degli uomini del Führer era evidente la differenza tra Pio
XII e il suo predecessore. Un promemoria del 1939, a proposito di Pio
XI, parla addirittura di «politica di violenza».
«Sì, è un documento molto duro, noto fin dagli anni Settanta. A una
divergenza tra Pio XI e il cardinal Pacelli - nella seconda metà degli
anni Trenta - fa esplicita menzione Giuseppe Dalla Torre, direttore
dell´Osservatore Romano. La storiografia apologetica di Pio XII tende
a minimizzare l´importante progetto coltivato da Pio XI prima di
morire, ossia la pubblicazione di un´enciclica contro l´antisemitismo
e il razzismo. Pio XII l´affossò definitivamente».
Alcuni storici come Andrea Riccardi sottolineano l´operosità dei
cattolici a Roma, durante l´occupazione tedesca, in difesa degli
ebrei.
«Una mobilitazione significativa, ma bisogna domandarsi che
proporzione ci sia tra questo aiuto individuale, coraggioso, talvolta
molto rischioso, e l´enormità della tragedia in corso. Pesano inoltre
i silenzi e la sostanziale acquiescenza all´antisemitismo che
caratterizza tanta parte della Chiesa cattolica negli anni Trenta. È
indubbio che nella Shoah la responsabilità primaria debba essere
attribuita al nazismo, ma c´è anche una responsabilità intessuta di
reticenze e conformismi che richiamano l´antico deposito dell
´antisemitismo cristiano».
Qual era il livello di consapevolezza del Papa intorno alla macchina
di sterminio?
«La Santa Sede era pienamente informata. Vent´anni fa gli storici
cattolici riconoscevano una realtà che ora si cerca di nascondere. È
vero che nelle carte vaticane non si parla mai di "soluzione finale",
ma è evidente che conoscevano la sostanza delle cose. Non è un caso
che, dopo la razzia degli ebrei romani, il 16 ottobre 1943, monsignor
Montini abbia scritto: "Questi ebrei non torneranno più nelle loro
case". Si può dire con fondamento che la questione degli ebrei non fu
per la Santa Sede in cima ai problemi più gravi. Rimase confusa tra i
tanti orrori della guerra. Ma questo anche in ragione di una robusta
tradizione antiebraica che, pur in una situazione drammatica, continuò
a condizionarne alcune scelte».
(Simonetta Fiori)
" La paura di rompere col Führer "
Dalle carte segrete del Reich (trasportate in fotocopia negli archivi
britannici dopo la sconfitta della Germania nel 1945) emerge tutta la
complessità della figura di papa Pacelli negli anni cruciali della
Seconda guerra mondiale. La sua avversione al nazismo, il suo amore
per la Germania, il suo «non prendere posizione» tra le parti in
conflitto, lo stile accentratore di governo, l´orrore per il
comunismo. Fa impressione seguire nella documentazione del Terzo Reich
le tracce dell´ostilità di fondo di Pacelli al regime nazista. A
Berlino non si fanno illusioni fin dall´elezione di Pio XII il 2 marzo
1939. Data la «nota posizione dell´allora cardinale Pacelli nei
confronti della Germania e del movimento nazionalsocialista» il
Protocollo suggerisce che Hitler faccia pervenire auguri «corretti, ma
non particolarmente calorosi». Un promemoria del 3 marzo, pur
rilevando l´atteggiamento filotedesco di Pacelli, sottolinea che quale
«fautore di una politica ecclesiastica ortodossa (Pacelli) si è posto
ripetutamente in una contrapposizione di principio con il
Nazionalsocialismo».
n el 1940 i nazisti si lamentano che la prima enciclica Summi
pontificatus e il discorso di Natale del 1939 contengano «pur nella
forma di frasi generiche, chiari attacchi alla Germania». In un lungo
rapporto di decine di pagine, redatto dall´ambasciata tedesca presso
la Santa Sede a Roma il 29 settembre 1942 e intitolato
significativamente Il Vaticano nella guerra, è scritto testualmente
che «esistono sufficienti motivi (per affermare) che il Papa rispetto
alla Germania nazionalsocialista nutre la stessa diffidenza e quasi la
stessa repulsione (che prova) nei confronti del regime sovietico».
Nella Curia, prosegue il rapporto, «si manifesta apertamente l
´ostilità verso la Germania, mentre non si può negare al Papa
comprensione e simpatia nei confronti del popolo tedesco, che egli
distingue dal regime nazionalsocialista». I capi d´accusa che vengono
rivolti al nazismo nei «circoli vaticani» - continua il rapporto -
riguardano specificamente: «1) il trattamento della Polonia, 2) il
trattamento degli ebrei, recentemente soprattutto in Francia, 3) la
nomina di Alfred Rosenberg come commissario del Reich nelle terre
orientali».
Dalla documentazione provvista del timbro Geheime Reichssache (Affari
segreti del Reich), che Mario Josè Cereghino è andato pazientemente a
ritrovare negli archivi di Kew Gardens, risulta dunque tutt´altro che
un «Papa di Hitler» come suggerito dal titolo celebre e fuorviante di
un libro pubblicato qualche anno fa. Definire così Pacelli è falso.
Ancora sul finire della guerra lo stesso capo dei servizi segreti
nazisti, Ernst Kaltenbrunner, giustiziato dopo il processo di
Norimberga, informa il ministero degli Esteri che «certi "crimini" dei
nazisti, come sterilizzazione ed eutanasia, rendono difficile al Papa
un avvicinamento al nazionalsocialismo». Crimini, nel rapporto di
Kaltenbrunner, è scritto tra virgolette e tutto il ragionamento è
messo in bocca a un informatore non nominato, che riferisce un
discorso dell´arcivescovo di Friburgo Groeber. Ma la sostanza è
chiara.
Come spiegare allora il divampare delle polemiche nel dopoguerra sul
"silenzio" di Pio XII? È un altro aspetto della sua personalità.
Sicuramente Pacelli dopo la sua elezione lascia cadere vari progetti
messi allo studio durante il pontificato di Pio XI come una condanna
globale di razzismo e totalitarismo, elaborata dal Sant´Uffizio, o l
´idea di un´enciclica contro l´antisemitismo, commissionata poco prima
di morire al gesuita americano John La Farge. Pur nelle sue
oscillazioni Pio XI ha capito che lo scontro con il nazismo non è un
normale conflitto tra Chiesa e Stato, ma investe in una dimensione
fuori dall´ordinario visioni del mondo e dell´uomo inconciliabili e
quindi richiede un atteggiamento profetico. Papa Pacelli si ritrae
dinanzi a questa prospettiva. Resta aggrappato al duello diplomatico,
non capendo o non volendo capire che non basta. Teme soprattutto per
la sopravvivenza del concordato in Germania, teme che dopo una
denuncia frontale del nazismo possa capitare il «peggio», non vuole
far prendere alla Santa Sede posizione per una delle parti in guerra.
Così fino alla fine, pur angosciato per la persecuzione antiebraica,
non nominerà mai esplicitamente né la vittima, gli ebrei, né il
carnefice nazista. Il «silenzio» sta qui. Lui stesso ne è consapevole.
In piena guerra chiede al nunzio Roncalli (futuro papa Giovanni XXIII)
se «il suo silenzio circa il contegno del nazismo non è giudicato
male».
Gli uomini di Hitler registrano accuratamente le differenze fra Pio XI
e papa Pacelli. Il promemoria del 3 marzo 1939 precisa che «non si
attribuisce a Pacelli un coinvolgimento nella politica di violenza di
Pio XI, specialmente nei discorsi particolarmente ostili di questo
papa. Al contrario si è sforzato più volte di cercare compromessi e ha
espresso alla nostra ambasciata il desiderio di rapporti amichevoli».
Politica di violenza nella terminologia nazista sono gli attacchi di
Pio XI al regime hitleriano.
Ancora nel 1940 un memorandum (a firma Woermann) preparato per il
ministro degli Esteri Ribbentropp sottolinea che il Vaticano sotto Pio
XI ha «agito molto per impedire la comprensione dei cattolici
tedeschi, specie del clero, nei confronti delle esigenze del
nazionalsocialismo». Il 9 gennaio dello stesso anno l´ambasciatore
tedesco presso la Santa Sede Bergen scrive a Berlino che «se vivesse
ancora il Papa precedente, si sarebbe manifestata nelle condizioni
attuali una posizione papale ben diversa: per noi sfavorevole e
scomoda. Pio XI senza dubbio avrebbe ceduto agli influssi delle
potenze nemiche (gli Alleati, ndr) e specialmente dei polacchi».
Il concordato, prima la sua firma con il Reich, poi la sua difesa come
base giuridica per l´attività della Chiesa cattolica tedesca è una
delle ossessioni di Pio XII, preoccupatissimo all´idea di «rompere»
per primo con Hitler. Il Papa anela alla «pace tra Chiesa e Stato»
nella Germania nazista (telegramma a Berlino dell´ambasciatore Bergen
del 4 marzo 1939) e «ringrazia sentitamente e profondamente il Führer
e Cancelliere del Reich» per i suoi auguri dopo l´elezione papale,
esprimendo «i suoi auguri più sinceri per il benessere del popolo
tedesco». Anzi all´ambasciatore Bergen Pio XII fa sapere che il Führer
è stato il primo capo di Stato a cui ha comunicato la sua elezione
(telegramma di Bergen del 18 marzo successivo). Eppure proprio il
memorandum Woermann (ad uso interno) rivela senza ombra di dubbio la
posizione delle autorità naziste: «Noi consideriamo interiormente
superati il concordato con il Vaticano del 1933 e i concordati firmati
dal Vaticano con la Baviera (1924), la Prussia (1929) e Baden (1932)».
L´intenzione di mantenersi al di sopra delle parti nel conflitto
mondiale tra nazismo e Alleati finirà per diventare l´handicap
maggiore di Pio XII. Già la relazione dell´ambasciatore Bergen del 9
gennaio 1940 sottolinea che «come da noi riferito ripetutamente (il
Papa), nonostante le esistenti tensioni tedesco-vaticane, è
puntigliosamente attento a non prendere in qualche modo posizione
contro la Germania. Per lui è importante rimanere al di sopra delle
parti». Nel rapporto Il Vaticano nella guerra (1942), che a Berlino
giudicano «eccellente», si legge precisamente: «Il motto di Pio XII
"Non prendiamo posizione" vale oggi più che mai. Il Papa e la Curia
sono consapevoli che attualmente il Vaticano, stante la sua reciproca
dipendenza da entrambi i gruppi in guerra, non può prendere nessuna
decisione definitiva, se non a prezzo di provocare gravi crisi interne
alla Chiesa. Perciò le encicliche e le altre dichiarazioni pubbliche
di Pio XII sono di una quasi inarrivabile vaghezza. In realtà il Papa
attuale è praticamente predestinato a una prudente politica di
equilibrio, dettatagli dalle circostanze». Sul piano personale si
attribuisce, peraltro, a Pacelli un «amore-odio» verso la Germania.
A partire dal 1942 cresce in Pio XII la preoccupazione e l´angoscia
per il ruolo dell´Urss e l´espansione del «bolscevismo». Fra i
documenti riportati da Mario Josè Cereghino è di estremo interesse la
comunicazione segreta del capo dei servizi di sicurezza hitleriani
Kaltenbrunner al ministro degli Esteri Ribbentropp. Basato sul
resoconto di un informatore nazista, che conosce il Papa dagli anni
Trenta quando Pacelli era nunzio a Monaco di Baviera e Berlino e che
si è fermato con lui a colloquio per un´ora nel novembre del 1943, il
documento evoca la paura del pontefice nei confronti del «pericolo
mondiale del bolscevismo». Pio XII - afferma l´informatore - «ha
lasciato trasparire che attualmente soltanto il nazionalsocialismo
rappresenta un baluardo contro il bolscevismo». E tuttavia anche in
questa occasione il Papa manifesta diffidenza nei confronti del
regime. Quanto all´Urss Pio XII considera «l´insediamento del
patriarca (ortodosso) Sergio semplicemente una mossa abile di Stalin».
Il Papa, prosegue il documento, «nutre una diffidenza
straordinariamente profonda nei confronti della sincerità di Stalin,
di cui non crede a nessuna parola».
L´informativa contiene riferimenti importanti alla situazione
italiana. «Il Papa respinge decisamente (l´opinione) che lui stesso o
la Santa Sede abbiano contribuito attivamente o passivamente alla
caduta di Mussolini». Al contrario gli eventi (del 25 luglio) lo hanno
«sorpreso». Tuttavia già da tempo aveva l´impressione che «le cose non
potessero andare avanti così». Il rifiuto di Vittorio Emanuele III di
abdicare gli procura «grandi preoccupazioni per il futuro della
dinastia (Savoia)». E in generale - così il Papa - «vediamo con grande
preoccupazione che (con l´avvento di Badoglio, ndr) si sta espandendo l
´influsso massone nell´Italia meridionale, mentre il comunismo cresce
in maniera allarmante in tutta Italia e purtroppo anche a Roma».
Marco Politi :
Testata: La Repubblica, Data: 10 maggio 2009, Pagina: 26
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On Sun, 10 May 2009 20:35:41 +0200, "Redfiddler" <...@NOSPAMlibero.it
"????" <...@r13g2000vbr.googlegroups.com...
chiss che ne pensa Logi
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On Sun, 10 May 2009 18:39:50 +0000 (UTC), MMAX <...@libero.it
il Sun, 10 May 2009 20:35:41 +0200, Redfiddler ha scritto:
Che gli israeliani sono dei birbaccioni.
MMAX
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http://bloggoanchio.splinder.com
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On Mon, 11 May 2009 00:27:58 +0200, Persio <...@gmail.com
נחום ha scritto:
Da almeno 40 anni i "sionisti" sono impiegati come lanzichenecchi al
servizio dell'imperialismo USA; il loro compenso è, naturalmente, la
tutela integrale di Israele.
Sul fronte militare e politico sono impiegati per mantenere alta la
tensione in M.O., ma sono stati utilizzati anche nell'ambito
dell'intelligence, di qualche supporto in armi e istruzione militare ad
amici, per qualche "missione" speciale, ma soprattutto sono impiegati
sul fronte dell'informazione, dell'orientamento dei mass media in
funzione delle campagne di psyop contro gli avversari del potere imperiale.
Hanno partecipato alla campagna "culturale" contro la sinistra
contribuendo con successo alla sua evirazione, finalizzata al progetto
di realizzazione del modello bipolare che richiede una "sinistra"
integrata, utile alla copertura politica e al consolidamento
istituzionale del sistema capitalista nei paesi occidentali.
Ora la loro missione sembra essere quella di indebolire l'influenza
culturale della chiesa cattolica. A questo servono le ricorrenti
polemiche sollevate sulla presunta collusione della chiesa cattolica col
nazismo, sulla sua condiscendenza alle leggi razziali, sul suo silenzio
di fronte allo Sterminio. Polemiche non infondate, si badi bene, ma
polemiche che non casualmente travalicano regolarmente l'ambito della
disputa tra storici e approdano sulle prime pagine dei giornali, come se
il soggetto che 60 anni fa fece quelle scelte ambigue fosse rimasto
identico a se stesso, come se a rispondere dell'inerzia di Pacelli
dovesse essere l'istituzione, secondo lo schema retorico del prendere il
particolare per il generale, come se la chiesa fosse pacelli e pacelli
la chiesa, negando implicitamente ogni differenziazione interna e ogni
evoluzione successiva.
Ovviamente, da ateo, assisto a questo confronto non essendone coinvolto,
se non come persona interessata alle motivazioni e alle implicazioni
politiche che riguardano il contesto più generale dei processi di
evoluzione del sistema capitalistico mondiale e dell'estensione del suo
potere.
Il motivo per cui ora la chiesa cattolica è il nuovo avversario del
capitalismo, e il motivo per cui i lanzichenecchi sionisti sono stati
scagliati contro di essa, è che dopo la liquidazione del marxismo la
dottrina sociale della chiesa è rimasto l'unico sistema etico interno al
mondo occidentale a fronteggiare l'etica capitalistica.
Da giovanni XXIII in avanti, infatti, la corrente principale
dell'insegnamento cattolico, la prevalente corrente culturale che esso
rappresenta, collide con la necessità di imporre una uniformità etica
funzionale al capitalismo.
Già, perché terminata la battaglia contro l'esplicito materialismo
marxista, che ha indotto la chiesa a molti (e molto vergognosi)
compromessi con politiche autoritarie e dittature criminali, ora
l'edonismo capitalista e il suo implicito materialismo è rimasto l'unico
sistema etico incompatibile col sistema etico della chiesa cattolica.
In altre parole è la chiesa cattolica l'ultimo avversario culturale del
capitalismo, in particolare nella sua versione neocon.
Ma come nel conflitto in Palestina a colpirsi e a subire ferite morali e
materiali sono i due contendenti, mentre il mandante rimane indenne,
anche in questo caso a subire le conseguenze della lotta non è
certamente il mandante ma i due contendenti.
E' possibile che questa lotta sia ormai datata, che a seguito delle
trasformazioni indotte dalla crisi economica il mandate non vi sia più,
o che non sia più lo stesso, o che abbia cambiato obiettivi, che dunque
il proseguimento dello scontro derivi da un movimento di inerzia più che
dal permanere di una volontà. Dovremo aspettare per capirlo.
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On Sun, 10 May 2009 13:42:32 -0700 (PDT), נחום <...@googlemail.com
On 10 Mag, 23:27, Persio <...@gmail.com
loro non evolvono
la Chiesa invece sì.
Persio, invece, peggiora.
(dio mio che enorme cumulo di stronzate)
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On Sun, 10 May 2009 20:33:05 +0000 (UTC), Tonibaruch <...@gmail.com
Persio <...@gmail.com
Persiobuster?
Qui c'è materiale per almeno un paio di categorie nuove. Il profumo di
ebrei morti deve aver particolarmente eccitato la fantasia del pirla
catto-nazi.
--
Tb
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On Sun, 10 May 2009 23:45:49 +0200, Manuel Garcia O'Kelly <...@gmail.com
Tonibaruch ha scritto:
Più che altro è materiale per il suo analista.
Che al termine della cura metterà tutti gli appunti un un museo a
perenne monito dell'umanità tutta.
MGOK
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On Sun, 10 May 2009 14:53:40 -0700 (PDT), נחום <...@googlemail.com
On 10 Mag, 22:45, Manuel Garcia O'Kelly <...@gmail.comwrote:
btw, noto che Persio Buster li ha già messi on line, con accurata
titolazione.
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On Sun, 10 May 2009 13:39:36 -0700 (PDT), Palmiro Pangloss <...@gmail.com
On May 11, 12:27 am, Persio <...@gmail.com
Curati, davvero.
PP
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On Sun, 10 May 2009 14:00:20 -0700 (PDT), נחום <...@googlemail.com
On 10 Mag, 21:39, Palmiro Pangloss <...@gmail.com
perché? Lui sta bene così. Intorno a lui infuria la battaglia tra le
forze del bene e quelle del male e finalmente ha scoperto da che parte
sta la Chiesa, così l'universo gli appare finalmente ordinato.
Magari tra un po' risolve pure il problema della merda di dromedario.
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On Sun, 10 May 2009 14:37:15 -0700 (PDT), Palmiro Pangloss <...@gmail.com
On May 10, 11:00 pm, נחום <...@googlemail.com
E' evidentemente malato.
PP
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On Sun, 10 May 2009 14:46:40 -0700 (PDT), נחום <...@googlemail.com
On 10 Mag, 22:37, Palmiro Pangloss <...@gmail.com
ci sarebbe anche un'altra ipotesi.
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On Sun, 10 May 2009 20:42:24 +0000 (UTC), Tonibaruch <...@gmail.com
Palmiro Pangloss <...@gmail.com
A me piace così.
Pazienza se deve soffrire un po'.
E' un volontario.
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Tb
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On Sun, 10 May 2009 20:29:42 +0000 (UTC), MMAX <...@libero.it
il Sun, 10 May 2009 20:42:24 +0000, Tonibaruch ha scritto:
Il virgolettato di "sionisti" l'ho trovato meraviglioso.
MMAX
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http://bloggoanchio.splinder.com
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On Sun, 10 May 2009 20:49:58 +0000 (UTC), Tonibaruch <...@gmail.com
MMAX <...@libero.it
Te lo sei perso, ma é una delle due ultime pirlate kamikaze.
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Tb
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On Sun, 10 May 2009 20:37:30 +0000 (UTC), MMAX <...@libero.it
il Sun, 10 May 2009 20:49:58 +0000, Tonibaruch ha scritto:
Ah non sapevo.
Comunque mi sa che la domenica mangia troppo pesante.
MMAX
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http://bloggoanchio.splinder.com
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On Sun, 10 May 2009 23:47:00 +0200, Manuel Garcia O'Kelly <...@gmail.com
Tonibaruch ha scritto:
Certo che sei crudele...
Mi fa male il cuore vederlo che si attorciglia e si incapretta così...
Ormai è patrimonio della scienza.. starebbe bene in un museo...
MGOK
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On Mon, 11 May 2009 01:27:31 +0200, Persio <...@gmail.com
Palmiro Pangloss ha scritto:
CUT
Se non sbaglio me lo hai consigliato altre volte, e l'esperienza
dovrebbe averti suggerito di essere più prudente con certi giudizi.
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On Sun, 10 May 2009 14:45:36 -0700 (PDT), נחום <...@googlemail.com
On 11 Mag, 00:27, Persio <...@gmail.com
non sembri guarito, Persio. I tuoi pipponi sono sempre più cotonati,
per esempio.
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On Sun, 10 May 2009 14:36:52 -0700 (PDT), Palmiro Pangloss <...@gmail.com
On May 11, 1:27 am, Persio <...@gmail.com
Mi considero una brava persona
PP
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On Sun, 10 May 2009 14:46:10 -0700 (PDT), נחום <...@googlemail.com
On 10 Mag, 22:36, Palmiro Pangloss <...@gmail.com
lui invece si sente eroico.
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On Mon, 11 May 2009 01:50:37 +0200, Persio <...@gmail.com
Palmiro Pangloss ha scritto:
Questo non contrasta col tuo essere un ottuso conformista, visto che il
tuo consiglio si è già rivelato fuori luogo in passato.
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On Sun, 10 May 2009 15:09:38 -0700 (PDT), Palmiro Pangloss <...@gmail.com
On May 11, 1:50 am, Persio <...@gmail.com
Addirittura?PReferisco definirmi occamista, e brava persona
ovviamente.
Vuoi dire che in passato ti ho detto di curarti, tu l'hai fatto ma hai
scoperto che non era necessario? Non me lo ricordo.
PP
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On Mon, 11 May 2009 02:23:29 +0200, Persio <...@gmail.com
Palmiro Pangloss ha scritto:
Come tu preferisci definirti non necessariamente corrisponde a ciò che
effettivamente sei.
No, vuol dire che non impari nulla dai tuoi errori di valutazione.
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On Sun, 10 May 2009 15:57:44 -0700 (PDT), Palmiro Pangloss <...@gmail.com
On May 11, 2:23 am, Persio <...@gmail.com
Beh, brava persona e' un'opinione, ma occamista e' un fatto. Rispetto
a te, poi, non se ne parla.
Appunto, ricordavo bene.
Tipo?
PP
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On Sun, 10 May 2009 16:24:54 -0700 (PDT), נחום <...@googlemail.com
On 11 Mag, 01:23, Persio <...@gmail.com
già. Tu per esempio sei convinto di essere un lucido analista della
realtà politica, invece sei solo un pirla.
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On Mon, 11 May 2009 00:58:02 +0200, Der Bildungsphilister <...@yahoo.it
Palmiro Pangloss ha scritto:
Quoto. Stiamo passando dal cotonato pippone alla paranoia conclamata,e
non è un bello spettacolo.
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On Mon, 11 May 2009 05:39:44 +0000 (UTC), Tonibaruch <...@gmail.com
Der Bildungsphilister <...@yahoo.it
A me piace.
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Tb
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On Mon, 11 May 2009 08:39:01 +0200, Der Bildungsphilister <...@yahoo.it
Tonibaruch ha scritto:
Ma tu sei un pubblicitario [rombo di tuono, improvviso] cinico &
crudele, io sono un sognante musicista O:-)
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On Mon, 11 May 2009 21:50:35 +0200, Persio <...@gmail.com
Der Bildungsphilister ha scritto:
Non capisco dove vedi la paranoia (beh, è vero che se fossi paranoico
non percepirei la mia paranoia...), ci sono riscontri verificabili che
sostengono la mia tesi.
E' ovvio che la realtà non è mai monodimensionale, dunque nessuna tesi
può comprenderla per intero, tuttavia basta confrontare il sistema etico
promosso dalla CC con il sistema etico implicitamente ma realmente
promosso dal sistema capitalistico per vedere come tra i due ci sia un
conflitto insanabile, non è una novità.
Poi, certo, esiste l'accomodamento, il compromesso, l'interpretazione
ipocrita, che nel corso della storia hanno fatto si che la CC si sia
quasi sempre schierata a fianco del potere, anche del peggiore.
Ma parlando della CC contemporanea non si può negare che le sue prese di
posizione nei confronti delle conseguenze più dure ed eclatanti
dell'azione di sfruttamento capitalistico si siano fatte molto più
chiare che in qualsiasi altro tempo. E non parlo dei fenomeni marginali
rispetto alla gerarchia come la teologia della liberazione ma delle
dichiarazioni del suo capo e della gerarchia.
Una cosa che va capita in modo chiaro e approfondito è che nella moderna
società della comunicazione e dei mercati globali è quasi impossibile
per il sistema capitalistico sfruttare le barriere comunicative e
culturali per contenere la consapevolezza delle persone. Occorre che
scompaia del tutto, o che sia del tutto marginalizzata, quella parte
della coscienza critica capace di descrivere la realtà del sistema
economico e anche politico e culturale che governa il mondo. Il
sistema capitalistico oggi ha sempre più bisogno del consenso dei
cittadini per dispiegare il suo potere, proprio perché agisce su
cittadini potenzialmente in grado di usare strumenti concettuali
adeguati a comprenderlo, non più su sudditi ignoranti la cui opinione si
può tranquillamente ignorare o facilmente manipolare. Per questo il
marxismo prima e la CC poi, per la capacità di influenzare un vasto
numero di coscienze, ha costituito nel primo caso e costituisce nel
secondo caso, un grave pericolo per la sua tenuta.
Prendi ad esempio il caso di scuola della seconda guerra del Golfo,
considera la forza e la vastità dell'offensiva mediatica che è stato
necessario dispiegare per ottenere il consenso necessario ad attuare una
classica guerra di marca imperialista, tipica del capitalismo che ha
bisogno di espandersi. Un tempo sarebbe stato sufficiente inventare
quattro cazzate per avere sufficiente carne da cannone, stavolta hanno
dovuto rischiare mentendo platealmente, facendosi in ultimo anche
sputtanare. Paranoia? Non mi sembra.
P.S.
So bene che dire a te queste cose è come dirle al muro, ma dicendole a
te il Caro Pubblico può valutarle...
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On Mon, 11 May 2009 11:05:59 -0700 (PDT), Andrea <...@gmail.com
On 11 Mag, 20:50, Persio <...@gmail.com
soprattutto per chi non le legge
e che parla attraverso di te, giusto?
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On Mon, 11 May 2009 21:07:24 +0200, Der Bildungsphilister <...@yahoo.it
Persio ha scritto:
Bravo ! E come ho provato a spiegarti qualche volta, è impossibile
convincere uno stupido con un ragionamento (altrimenti non sarebbe stupido).
Sempre se non si è addormentato al secondo capoverso.
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On Wed, 13 May 2009 09:17:04 +0200, Persio <...@gmail.com
Der Bildungsphilister ha scritto:
Dici che perdo il mio tempo rivolgendomi a te? Non preoccuparti: lo so
già, come scrivo sotto.
Già, oggi se l'informazione non è rutilante...
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